5 novità da vedere, da Swiss Army Man a Safe

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È sempre più affollata la proposta cinematografica offerta da Netflix e, giorno dopo giorno, nuovi titoli dalle più disparate provenienze vanno ad aggiungersi al catalogo disponibile sulla piattaforma on demand. Questa settimana tra gli ultimi arrivi andiamo a segnalare due produzioni orientali, il fantasy The Thousand faces of Dunjia (scritto e prodotto dal guru Tsui Hark) e l’horror coreano The Mimic, il teso thriller a tinte forti tratto da una storia vera La ragazza della porta accanto, il testosteronico action-movie con protagonista Jason Statham Safe e la bizzarra commedia esistenzialista Swiss Army Man, con l’insolita coppia aspirante suicida/cadavere formata da Paul Dano e Daniel Radcliffe.

Swiss Army Man

Hank, naufrago su un’isola deserta, sta per impiccarsi quando le onde del mare portano a riva il cadavere di un coetaneo. Abbandonati gli istinti suicidi, il ragazzo prova a rianimare il corpo privo di vita senza successo, ricevendo in cambio solo continue flatulenze. Notando come il gas corporeo provochi dei movimenti nell’acqua, Hank decide di utilizzare il cadavere come motoscafo per raggiungere la terraferma, dove si avventura nella fitta boscaglia nella speranza di raggiungere la civiltà. Col trascorrere delle ore scopre di poter usufruire del deceduto compagno, ribattezzato Manny, in maniera sempre meno convenzionale per ottenere il suo scopo. Commedia surreale giocata su toni dolci-amari, Swiss Army Man è una continua sorpresa capace di emozionare e provocare risate in serie con una semplicità disarmante, trovando nell’incredibile alchimia tra i due protagonisti l’ennesimo punto di forza per raccontare una storia fuori da ogni canone e convenzione.

The Thousand Faces of Dunjia

Un clan segreto di abilissimi guerrieri deve prepararsi ad affrontare il ritorno di demoni alieni che, sotto il comando di una nuova e gigantesca creatura, sono pronti a reclamare il dominio del mondo. Ai nostri eroi si unirà un giovane funzionario di polizia e una ragazza dotata di incredibili poteri, destinata a diventare elemento determinante nelle fasi cruciali della battaglia a venire. Fantasy cinese diretto da Yuen Woo-ping e scritto e prodotto da Tsui Hark, The Thousand Faces of Dunjia coniuga un chiaro spirito di matrice wuxia con elementi fantastici a un’ironia caricaturale e farsesca tipica di certo cinema indigeno, affidandosi ai buoni effetti speciali e a un marcato senso dell’epica comparente in più occasioni, regalando anche diverse citazioni a classici del filone.

Safe

Luke Wrigh, ex agente cacciato dalla polizia per aver denunciato un giro di corruzione, si trova a proteggere una bambina cinese ricercata sia dalla Triade che dalla mafia russa, con tanto di vecchi colleghi pronti a dargli la caccia su ordine del sindaco, invischiato anch’egli con i giri criminali della città. Un tour de force action quello in cui è impegnato Jason Statham, costretto a vedersela con decine di avversari pur di guardare le spalle al piccolo oggetto di contesa. Su uno schema consolidato del filone, il regista Boaz Yakin imbastisce un titolo solido e scattante che pur pagando qualche ingenuità e forzatura narrativa può contare sul carisma del suo protagonista e su sequenze adrenaliniche e avvincenti capaci di appassionare senza cadute di ritmo per tutti i novanta, serrati, minuti di visione.

The Mimic

Marito, moglie e figlia piccola si trasferiscono in una casa di campagna insieme alla madre dell’uomo, malata di alzheimer. Nei pressi della nuova abitazione ha luogo però una struttura luogo in passato di tragici eventi e l’improvviso arrivo di una misteriosa bambina trascina il nucleo familiare in un incubo a occhi aperti. Ispirato a una leggenda spiritica del folklore locale, The Mimic fa sue le regole dell’horror coreano (e orientale in generale) in una narrazione canonica che coniuga istinti drammatici e tipici jump-scare, salvo scadere in una parte finale eccessivamente patetica che smorza parzialmente la discreta atmosfera generata in precedenza.

La ragazza della porta accanto

Il piccolo David si prende una cotta per la nuova vicina, l’adolescente Meg, che si è da poco trasferita con la sorellina nella casa della zia e dei cugini. Il ragazzino scopre ben presto come Meg sia vittima di soprusi e angherie da parte del nucleo familiare e dovrà attivarsi in prima persona per cercare di salvarla. Ispirato a un caso di cronaca nera che sconvolse gli Stati Uniti negli anni ’60, già raccontato nel romanzo di Jack Ketchum, La ragazza della porta accanto è un film che non fa sconti e, pur lasciando le violenze fisiche fuori campo, riesce a disturbare dal punto di vista psicologico per le dolorose torture di cui è vittima la protagonista. Il regista Gregory Wilson riesce a costruire una tensione palpabile e a tratti soffocante trovando adeguata risposta nelle vibranti interpretazioni del cast.

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