Attacco glaciale, la recensione del film con Michael Shanks

recensione Attacco glaciale, la recensione del film con Michael Shanks

Quando una nave di ricerca compare improvvisamente sulle coste australiane, la scoperta dei soccorritori è di quelle che non si dimenticano: i quindici membri dell’equipaggio sono infatti tutti deceduti a causa di un freddo estremo di origine sconosciuta. Il meteorologo Jack Tate, che era in contatto proprio con un collega a bordo dell’imbarcazione, comincia a ritenere che dietro la tragedia vi sia una recente falla nello strato dell’ozono, ipotesi ben presto confermata dagli studi geotermici e dalle analisi radar. In Attacco glaciale l’umanità pare prossima a una nuova era distruttiva, con masse di aria fredda che iniziano inesorabilmente a seminare morte in ogni angolo del globo, dalla Tasmania al Giappone, dal Regno Unito alla Cina. Mentre le forze governative si affidano a un tentativo disperato per cercare di chiudere la falla, Jack e la sua collaboratrice mettono a punto un piano di riserva per evitare l’imminente fine del mondo.

Un gelido inverno

Così come ne L’alba del giorno dopo (2004) anche in questa co-produzione tra Canada e Australia l’umanità si trova ad affrontare una nuova era glaciale. Mezzi ovviamente più limitati rispetto al blockbuster di Roland Emmerich che cercano in ogni modo di alzare l’asticella dalle tipiche produzioni b/z-video a tema: se è pur vero che ci troviamo dinanzi a un’operazione stilisticamente più evoluta rispetto a titoli della Asylum o affini, il risultato non raggiunge comunque la sufficienza per via di falle tecniche e narrative che regalano ai novanta minuti di visione il canonico effetto déjà-vu. Protagonista prossimo al divorzio con moglie e figlia da salvare, governo ed esercito ciechi alla logica scientifica, situazioni disperate random (la collaboratrice di Jack, malata di insulina, ha finito le scorte proprio nel momento peggiore) e la ovvia corsa contro il tempo finale rispettano tutti i più banali stereotipi di genere, con un ulteriore elemento negativo dato dalla palese stupidità di alcuni personaggi, vedere per credere la scena in cui tre teenager sulla spiaggia scattano foto a una gigantesca massa nebbiosa che certamente avrebbe fatto fuggire a gambe levate chiunque dotato di raziocinio. Attacco glaciale tenta di nascondere queste macroscopiche falle con l’estetica degli effetti speciali che, pur non facendo gridare al miracolo, sono almeno passabili nella loro semplicità e riserva i due ruoli principali a interpreti un minimo conosciuti quali Michael Shanks (volto ricorrente dello Stargate televisivo) e del noto caratterista Bruce Davison.

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