Avengers Infinity War e i grandi assenti nel MCU: i personaggi che verranno

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La policy dei Marvel Studios è ormai chiara da tempo, come se puntasse a un esercito sterminato: rimpinguare il più possibile le fila del proprio Universo Condiviso con quanti più supereroi possibili, così da costituire una controparte cinematografica corposa e fedele. In questi primi dieci anni di MCU, allora, abbiamo visto di anno in anno l’accrescersi del parterre di protagonisti e spalle, con l’arrivo in sala di supereroi apparentemente difficili da trasporre come Doctor Strange o l’ultimo Black Panther, da poco entrato nel billion dollar club di Hollywood. Da non dimenticare sono poi i Guardiani della Galassia, sentinelle spaziali fino all’arrivo di James Gunn e di Kevin Feige sconosciute ai più, addirittura anche a una buona parte di appassionati. Riscoperta, promozione e successo sono la triade di aggettivi con i quali i Marvel Studios hanno cercato di muoversi coscienziosamente in territori difficili da esplorare, andando comunque a sfruttare famosi personaggi come Captain America, Thor o Iron Man nel miglior modo possibile, diversificando anche di volta in volta una caratterizzazione figlia del regista o sceneggiatore di turno. Eppure, dopo un decennio di incassi esorbitanti e produzioni ormai amatissime, la verità è che i protagonisti Marvel da raccontare non sono ancora finiti.

Assenti obbligati

Si fosse agito alla fine degli anni ’80 con lungimiranza, a quest’ora probabilmente il problema della spartizione dei diritti Marvel non si sarebbe neanche presentato. Il fatto è questo: nel boom iniziale dell’era cinecomic, iniziata con gli X-Men e Spider-Man e poi esplosa con il primo Iron-Man, i grandi studios di Hollywood cercarono il più possibile di accaparrarsi i personaggi dei fumetti che ritenevano adatti al proprio modello produttivo, frammentato così in parte il capitale di protagonisti della Casa delle Idee.

Si cominciò ovviamente con i Mutanti di Bryan Singer in casa Fox e con L’Uomo Ragno tra le mani della Sony, entrambi mai adattati in titoli live-action al cinema. A seguire ci fu poi l’Hulk di Ang Lee della Universal, attuale casa cinematografica legale del Golia Verde, nonostante poi l’accordo con i Marvel Studios permetta a Feige e soci di sfruttarlo in modo non dissimile da quanto fatto ultimamente anche con Spider-Man, che resta comunque in mano a Sony. Dal 2004, però, il buon Kevin Feige lanciò il progetto Marvel Studios che prese il via nel 2008 con Iron Man. L’idea era quella di riunire sotto un unico tetto tutti i personaggi della società, cercando poi di riparare a un grossolano errore valutativo che dopo 15 anni cominciò a pesare alle casse della società, impossibilitata a produrre pellicole con i supereroi appartenenti alle proprie fila. Il grande successo dei primi cinecomic/blockbuster portò poi all’acqusizione della Marvel da parte della Disney, così da far divenire gli Studios una tra le più importanti componenti di uno dei più grandi conglomerati aziendali della storia. Da lì la strada cominciò a essere davvero tutta in ascesa, un record dopo l’altro, tanto da permettere ai Marvel Studios di chiudere importanti accordi collaborativi per lo sfruttamento creativo di personaggi come Hulk o Spider-Man, facenti parte del MCU ma come già detto legalmente in mano alla Universal e alla Sony. La recente notizia dell’acqusizione Fox, poi, dovrebbe riportare in casa Marvel tutti i personaggi degli X-Men e dei Fantastici 4, ma attualmente l’accordo è sotto la lente dell’anti-trust e ci vorranno ancora diversi mesi prima dell’approvazione definitiva (semmai ci sarà). Questo rimpolperebbe enormemente la fila di supereroi da sfruttare al cinema, specie poi in merito a due franchise rispettivamente bisognosi di una continuity adeguata e di un adattamento fedele e che renda giustizia a un quartetto di personaggi tra i più famosi del mondo dei fumetti. Capiremo tra circa un anno se l’MCU potrà contare sui Mutanti e sui Fantastic 4, ma a mancare ancora all’appello per obblighi contrattuali ci sono anche altri personaggi come Namor, anche lui in mano alla Universal. Per quanto riguarda invece la parte dark della Marvel, composta da anti-eroi come Blade, Ghost Rider o Moon Knight, i diritti sono sempre appartenuti o sono recentemente tornai in mano agli Studios guidati da Feige, tanto che già il secondo è stato introdotto all’interno di Agents of SHIELD della ABC. Per gli altri due dovrebbero essere in corso dei brainstorming per capire come sfruttarli a dovere, se in ambito televisivo o cinematografico, ma forse anche in questo caso bisognerà attendere la fine dell’accordo Disney/FOX per un’auspicata Marvel-R, etichetta anticipata da Bob Iger dedicata a futuri cinecomic vietati ai minori.

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