Deadpool e la X-Force, il braccio violento dell’Universo Mutante

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Negli anni centrali o immediatamente successivi al Secondo Dopoguerra, la figura del supereroe doveva simboleggiare, specie per l’America, un’archetipo di giustizia e patriottismo, così da allontanare lo spettro della paura e della morte e rappresentare su carta, in linguaggio fruibile, la vittoria del bene sul male. Superman, ad esempio, nacque da questa necessità, ma fu anche il primo supereroe della storia del fumetto, precursore di qualsiasi altro superuomo nato dopo il 1938. E in ottant’anni di storia sono stati molti i supereroi ad accavallarsi o contaminarsi, ma arrivando agli anni ’80 il modello esclusivamente buonista o positivo dell’eroe a fumetti cominciò a sfaldarsi in favore delle ben più apprezzate sfumature morali, tanto che proprio in quel periodo uscirono capolavori come Wathcmen di Alan Moore o Il ritorno del Cavaliere Oscuro di Frank Miller, nella sostanza delle totali decostruzioni della figura del supereroe.
E negli anni ’90 anche la Marvel cominciò il suo percorso anti-eroe, diversificando le sue testate e prendendosi più libertà rispetto al passato. Merito di questo cambiamento si deve anche ai testi e ai personaggi di Rob Liefeld, che oltre a caratterizzare linguaggio e fisicità dell’amatissimo Deadpool, si inventò l’ormai conosciuta X-Force, controparte “moralmente elastica e sboccata” degli X-Men. Adesso vedremo la banda di mutanti nell’atteso Deadpool 2 di David Leitch, ma in queste righe vogliamo ripercorrere la storia editoriale della testata, parlando anche della varie formazioni.

Un approccio militare

La testata degli X-Force è innanzitutto divisa in quattro serie, di cui la prima fu curata sia nei testi che nei disegni da Rob Liefeld e Fabian Nicieza, dal ’91 al 2001, per dieci anni. Lungo questo periodo, però, Liefeld decise di abbandonare il progetto, lasciando nella sostanza mutare profondamente tono e sviluppi della serie. La X-Force nacque in realtà dalla necessità di Liefeld di creare un gruppo di Mutanti dall’approccio più militare e violento contro i propri nemici, ed essendo le vendite di New Mutants in calo lui e Louis Simmonson decisero di ribaltare nome e focus della testata proprio in X-Force. Con l’addio di Liefeld, però, Nicieza e altri artisti cominciarono ad approfondire le diverse storyline dei protagonisti, creando anche delle forti relazioni tra i vari membri e avvicinando il tutto ai toni di una soap opera, abbassando inoltre anche il grado di scorrettezza che tanto piaceva ai lettori. Dopo il crossover con L’Era di Apocalisse, la Marvel decise di cambiare conduzione a causa del drastico calo di vendite, chiamando alla curatela Jeph Loeb. Le sorti commerciali della testata non si risollevarono, neanche con l’arrivo di Warren Ellis, conosciuto per il suo stile particolarmente cinico e irriverente. Alla direzione della X-Force contribuì anche Grant Morrison, che come i suoi colleghi apportò diverse modifiche sia alla formazione della squadra che alla struttura. Tra i vari cambi al vertice, introduzioni e addii, i membri della X-Force in questi primi dieci anni furono il sempre presente Cable, Domino, Cannonball, Boom-Boom, Feral, Shatterstar e Warpath. Già nelle prime fasi, il gruppo si scontrò con diversi altri mutanti, tra i quali proprio Deadpool o Stryfe, il Cable cattivo se vogliamo. Nel 2004, poi, tornarono Liefeld e Nicieza con una seconda serie, dalla durata annuale. Dopo Messiah Complex, nel 2008 venne inoltre lanciata la terza serie della X-Force, profondamente diversa dalle precedenti e con un’accento più marcato sulla loro natura di vigilanti e non di eroi.
L’ultima serie conosciuta è la quarta, pubblicata nel 2014 sotto l’etichetta All New Marvel Now!. In molti pensano in realtà che il Mercenario Chiacchierone abbia più o meno fatto parte di alcune formazioni della X-Force, essendo per giunta stato creato dallo stesso Liefeld, ma la verità è che in 27 anni Deadpool non è mai apparso tra le file della squadra originale, anche se in diverse occasioni è stato un importante alleato e in diverse un fastidioso rivale. È però nell’interessante Uncanny X-Force di Rick Remender che Deadpool entra nel team al fianco di altri famosi X-Men come Wolverine o Psylocke, testata che in 35 albi ha riscritto in parte dinamiche e struttura del gruppo, bisognoso di un cambiamento anche tra le proprie fila.

Curioso, ma allo stesso tempo comprensibile, sarà vedere Wade Wilson comporre di propria iniziativa la squadra in Deadpool 2, per sfidare tra l’altro proprio Cable, storico primo leader della X-Force e presente nella gran parte delle varie formazioni. Dato proprio il modus operandi della squadra, militare, aggressivo e spietato, l’X-Force può essere messa in contrapposizione sia agli Avengers che agli X-Men, in quanto priva di importanti freni morali che invece bloccano i colleghi in diverse occasioni.
È in definitiva un’ottima notizia sapere che l’X-Force avrà un trattamento cinematografico personale dopo l’introduzione in Deadpool 2, esclusivamente Rated-R, così da rispettare la solida base che vuole proprio la squadra creata da Liefeld come grande controparte esagitata e brutale dei cugini sotto il comando di Xavier.

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