Frequencies, la recensione dello sci-fi disponibile gratis su VVVVID

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In un futuro imprecisato di un mondo che potrebbe essere o meno il nostro, l’individuo viene catalogato dalla società in base alle frequenze che il proprio corpo trasmette all’esterno, varianti da persona a persona e determinanti la fortuna o il successo nella vita. In Frequencies Isaac-Newton Midgeley, conosciuto come Zak, e Marie-Curie Fortune frequentano la stessa scuola per piccoli geni fin dalla tenera età, ma i loro livelli non potrebbero essere più dissimili con il primo possedente una bassissima frequenza e la seconda invece eccellente, differenza che quando i due si trovano insieme per più di un minuto causa vibrazioni che coinvolgono l’intera loro circostante realtà in maniera nefasta.
I valori di Marie inoltre le impediscono di provare emozioni e nonostante Zak sia sinceramente attratto da lei il loro rapporto, anche all’arrivare dell’adolescenza, si rivela senza futuro. Anni dopo però il bambino, ormai uomo, con l’aiuto di un ex-compagno si convince di dover trovare un sistema per cambiare il corso delle cose.

Le onde del destino

Disorienta nella prima parte, prettamente introduttiva al particolare background sociale in cui è ambientato il racconto e atto a mettere in scena il dominante rapporto potenzialmente romantico tra i due protagonisti ancora infanti, per poi innescare un complesso schema fantastico che disquisisce di libero arbitrio e imposizioni del destino in maniera curiosamente originale. Il terzo lungometraggio di Darren Paul Fisher è uno sci-fi indipendente che osa dal punto di vista narrativo su territori se non del tutto inesplorati quantomeno adattati in un’ottica tutta nuova, pronta nel sempre più calcolato sistema degli eventi a condurre ad un finale imprevedibile e ricco di colpi di scena attraverso un percorso arduo e di non facile lettura, ma capace di regalare grandi soddisfazioni a chi volenteroso di attivare le meningi oltre la media di genere. Frequencies (disponibile gratuitamente su VVVVID) concede anche spazio al versante romantico trovando buoni spunti emotivi non sempre supportati dalle interpretazioni di un cast appena discreto che finisce per soccombere ben presto di fronte al fascino della storia.
La possibile nascita dell’amore tra i due protagonisti viaggia su soluzioni interessanti, con la loro vicinanza che provoca vibrazioni nel mondo esterno potenzialmente pericolose per loro e per gli altri, e nonostante il budget limitato il regista utilizza alcuni trucchi stilistici e visivi ingegnosi per concedere il giusto spazio ad un sobrio spettacolo. I novanta minuti di visione scorrono così piacevolmente fino allo sconvolgente epilogo, capace di ribaltare (o forse no?) per l’ennesima volta le carte in tavola di un racconto in cui fato e volontà sembrano sottostare ad altre leggi, siano queste del cuore o meno a voi scoprirlo.

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