Gli antagonisti in Evangelion – la conferenza di EVA IMPACT a Cartoomics 2018

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Domenica 11 marzo alle ore 12:00 presso l’Agorà 1 (Padiglione 16) si è tenuto l’evento Evangelion: angeli, uomini e demoni – Gli antagonisti in Neon Genesis Evangelion, a cura dell’Associazione Culturale EVA IMPACT.
La conferenza che si è aperta con la presentazione dei cosplay del Mass Production Eva, realizzato dal team Prizmatec Cosplay, e dell’Eva-02 realizzato da Maolo’s Cosplay, propone un’analisi approfondita degli antagonisti in Evangelion, con citazioni ad altre opere di intrattenimento che lo hanno ispirato (Devilman e Mazinga Z di Go Nagai in primis).

Qui di seguito vi presentiamo il resoconto completo di ciò che è stato detto durante il panel.
 

Ilaria: Il panel si chiama Evangelion: angeli, uomini e demoni e l’incontro di oggi ruota intorno alla tematica degli antagonisti. La cosa più immediata che viene in mente quando si parla di Evangelion è pensare che gli antagonisti siano semplicemente gli Angeli, ma questo significa banalizzare il concetto e infatti abbiamo sottolineato nel nostro titolo anche uomini e demoni e oggi vedremo perché.
Partiamo dagli Angeli che però non tratteremo tutti dal primo fino al diciassettesimo: ci soffermeremo soltanto su quelli più significativi, guardando prevalentemente a ciò che accade nella serie, tralasciando per ora quello che avviene nel manga piuttosto che nel Rebuild di Evangelion che lasceremo per eventuali panel successivi.
Inizialmente sappiamo solo che gli Angeli sono un nemico imperscrutabile e inconoscibile, ma non dobbiamo dimenticare che in Evangelion rappresentano una grande metafora del tempo in cui la serie è stata creata, vale a dire gli anni 90. Quello era un periodo in cui il Giappone attraversava una gravissima crisi economica e quindi gli Angeli in qualche modo la identificano metaforicamente. Fin dall’inizio non abbiamo ben chiari quali siano i loro obbiettivi e sappiamo solo che tendenzialmente tutti convergono verso Neo Tokyo-3 e verso la base della Nerv. Ben presto ci viene rivelato che per il 99,89% hanno lo stesso DNA umano: lo scopre la dottoressa Ritsuko Akagi alla fine del quarto episodio. Gli Angeli sono discendenti di Adam, hanno forme che sono estremamente eterogenee e varie e sono antagonisti degli esseri umani.
Le prime puntate di Evangelion sono abbastanza semplici e immediate: generalmente per ogni episodio c’è la comparsa di un nuovo nemico a cui segue il combattimento; tra gli Angeli di questa prima fase ce ne sono alcuni che sono più caratteristici di altri. Il primo da cui vorrei partire è forse il più famoso tra tutti e cioè Sachiel, che è classificato come terzo Angelo. Con il suo avvento iniziamo a conoscere questi antagonisti e a vedere le loro caratteristiche che tornano un po’ in tutti quelli successivi. Gli Angeli si rigenerano, hanno un diagramma di onda blu e un nucleo, che non risulta però essere sempre visibile. Sachiel è antropomorfo, con delle caratteristiche che sono anche un po’ demoniache. I primi Angeli sono tutti quanti colorati e particolari.
(A questo punto a schermo viene mostrato un breve filmato tratto dal nono episodio, in cui è possibile vedere l’Angelo Israfel, n.d.r.).
La caratteristica di scissione e rigenerazione del tessuto si può notare anche nell’episodio 9 con Israfel, in cui vi è l’attacco sincronizzato di due Evangelion contro un Angelo che si sdoppia in due e le cui componenti vengono identificate come parte A e parte B. Questo combattimento è famosissimo perché tutto l’episodio è costruito attorno all’organizzazione di un combattimento di 62 secondi. La sincronia viene modellata sulla base di una partitura musicale. L’Angelo, tra l’altro, ha un nome che come tutti gli Angeli riprende la nomenclatura giudeico-cristiana della cabala. Israfel era l’Angelo della musica secondo la cabala e infatti nell’episodio viene combattuto proprio attraverso una sequenza musicale. Noi riteniamo Israfel significativo per il primo gruppo di Angeli, perché quando nel 1997 Dynamic Italia ha pubblicato le prime VHS di Evangelion, quindi molto prima che arrivasse sugli schermi grazie a MTV all’Anime Night, nel video promozionale di Evangelion era inserita anche parte della sequenza musicale di combattimento in sincronia. Questo è un video del 1995 eppure potete ammirare come l’animazione fosse già particolarmente fluida. Questo episodio è rimasto un capolavoro dell’animazione per più di 20 anni.
Prima di arrivare a Israfel c’è però un altro Angelo di cui vi vuole parlare Filippo e che è forse il più amato del primo blocco, Ramiel, che già dal punto di vista estetico richiama la Pietra Azzurra di Nadia, almeno nella sua versione della serie tv, perché poi invece nel Rebuild l’Angelo assume delle forme diverse. (A schermo viene mostrata una breve clip in cui vediamo Ramiel, n.d.r.).

Filippo: Esattamente, possiamo ammirare Ramiel che è uno degli Angeli più amati per tanti motivi. Innanzitutto perché ricorda, come accennava Ilaria, la Pietra Azzurra di Nadia, la serie tv subito precedente a Evangelion e sempre diretta da Hideaki Anno. Quest’Angelo è un ottaedro blu fluttuante che arriva in scena cantando e che emette una sorta di coro angelico bellissimo e particolare. Ramiel è notevole perché si discosta molto dal canone che era stato instaurato da Sachiel e dall’Angelo subito successivo. Quelli erano mostri strani, mentre qui arrivano le forme geometriche, giusto per far capire subito che Evangelion è un tuffo nella follia più completa. E’ particolarissimo ed è uno degli Angeli più forti, che spara un raggio laser potentissimo in grado di spaccare tutto. E’ il primo che riesce a fare irruzione nel Geo Front della Nerv, usando una trivella con cui si mette a forare il terreno. Ha un A.T. Field fortissimo e infatti non è possibile sconfiggere Ramiel con la mera applicazione della forza bruta. Per riuscirci bisogna inventare una strategia: l’operazione Yashima che prende il nome da una famosa battaglia della storia bellica giapponese. La battaglia di Yashima fu una battaglia navale e l’unico modo per risolverla fu tramite lo scoccare di una sola freccia che raggiunse il bersaglio ed è praticamente quello che viene proposto sia nella serie originale che nel Rebuild. Per abbattere Ramiel si deve utilizzare l’intelligenza, l’abilità del pilota e l’abilità strategica della Nerv oltre a dover utilizzare tutta l’energia del Giappone. In Evangelion: 1.0 You Are [Not] Alone hanno fatto diversi tagli rispetto alla serie originale, ma questo scontro è forse l’unico caso nel confronto tra le due opere in cui anziché comprimere o tagliare hanno esteso la sequenza: l’operazione Yashima risulta più lunga e la tensione è particolarmente alta. C’è un impiego di CGI sia per migliorare la battaglia sia nell’evoluzione del design di Ramiel, che cambia forma durante tutto lo scontro. Nel Rebuild l’Angelo si adatta alle situazioni di attacco e difesa cambiando configurazione e lo Shield con cui fora il terreno per raggiungere il Quartier Generale della Nerv evolve grazie alla CGI: prima era come una sorta di appendice, mentre ora è proprio il corpo di Ramiel che si trasforma. Questa è una delle migliorie che il Rebuild ha portato a Evangelion.

Ilaria: Fino a un certo punto, come dicevo prima, gli attacchi sono semplicemente attacchi fisici, ma a partire dall’arrivo di Leliel, un Angelo particolare e amatissimo per il suo aspetto surrealista, la dinamica cambia. Non sono più soltanto degli attacchi e a un certo punto diventa chiaro che uno degli obbiettivi degli Angeli sia quello di entrare in contatto con degli esseri umani per scoprire che cosa racchiuda l’animo umano.
Leliel è particolare perché all’inizio sembra essere la sfera bianca e nera, ma poi si scopre che l’Angelo in realtà è l’ombra che sta sotto quella sfera e che fagocita l’Eva-01. E’ interessante perché l’Angelo Leliel, per entrare in contatto con Shinji, sceglierà di assumere proprio le sue stesse sembianze. Shinji avrà quindi un incontro introspettivo all’interno di una dimensione parallela che somiglierà a un vagone ferroviario con un altro se stesso con cui dialogherà ed è presumibile pensare che l’altro se stesso sia proprio Leliel. (Parte un video dedicato all’angelo Leliel, n.d.r.).
L’indagine dell’animo umano andrà avanti da questo punto in poi sempre con maggiore intensità finché arriveremo agli ultimi episodi che sono quelli, di cui è anche presente la versione Director’s Cut di Neon Genesis Evangelion, con gli ultimi tre Angeli di nome Arael, Armisael e Tabris. Questi tre Angeli, se dovessimo fonderli insieme come design, andrebbero a costituire nell’aspetto un classico angelo. Arael costituisce le ali dell’angelo, Armisael la sua aureola, mentre Tabris rappresenta il corpo dell’angelo. Tutti e tre cercheranno di scoprire l’animo umano con dei risvolti tragici.
Per quanto riguarda Arael lo scontro fra lui e Asuka porterà al tracollo del pilota dell’Eva-02. Armisael, che tra l’altro ha una forma bellissima che richiama il DNA ma anche un nastro di Moebius (non si capisce quindi quale sia l’interno e quale l’esterno del suo corpo), cercherà di attaccare Rei entrando in contatto con lei. La pilota dell’Eva-00 si troverà a dover dialogare con se stessa fino ad arrivare a prendere una tragica decisione che la porterà all’autodistruzione della sua Unità.
Con Tabris, conosciuto come Kaworu Nagisa, arriviamo veramente all’apice della disperazione.

Filippo: Sì anche perché è il trait d’union tra gli Angeli e gli umani.

Ilaria: E’ l’unico Angelo che ha un aspetto umano e racchiude l’anima di Adam, il progenitore degli Angeli. Kaworu è un personaggio che ha vissuto parecchie peripezie durante l’ideazione della trama di Evangelion e quello che è venuto fuori è molto diverso da quello che c’era nel Proposal. Il personaggio ha subito varie modifiche, ma una cosa è stata chiara fin dall’inizio e cioè che sarebbe stato un personaggio centrale pur apparendo in un unico episodio. Questo lo capiamo dal fatto che sia presente nella sigla, in cui Kaworu si guadagna un fotogramma, uno schizzo a matita di Sadamoto. Compare proprio tra l’immagine di Rei e la scritta ANGELS e questo perché si vuole in qualche modo avvicinare la figura di Kaworu a quella che è la figura di Rei. Questi è un personaggio molto particolare che rappresenta l’ambiguità dei personaggi di Evangelion: mente su che cosa sia, sul suo obbiettivo e sulla sua missione, ma è paradossalmente l’unico personaggio in tutto Evangelion che è sincero con Shinji, che non gli chiede di cambiare e che lo apprezza così com’è. (A schermo viene mostrata una clip in cui si vede Kaworu scendere nel Terminal Dogma, n.d.r.).
Kaworu è molto interessante come personaggio anche perché pare sia ispirato a Kunihiko Ikuhara, che aveva un bellissimo rapporto di amicizia con il regista Hideaki Anno, tant’è che sembra che il dialogo molto intimo che avviene nell’episodio 24 tra Kaworu e Shinji sia in realtà modellato su un reale dialogo avvenuto tra Ikuhara e Hideaki Anno durante una gita alle terme dello staff di Sailor Moon, serie a cui Ikuhara all’epoca stava lavorando. Questo rapporto molto sincero e di affetto tra i due personaggi è realizzato così proprio perché richiama l’affetto tra i due registi. In realtà Tabris è anche l’Angelo del libero arbitrio ed è il motivo per cui poi deciderà di mettere fine alla sua stessa esistenza facendosi uccidere da Shinji. Il problema è che questo avvenimento getterà nella più cupa disperazione il nostro protagonista, creando una situazione che poi precipiterà fino ad arrivare a ciò che accadrà negli ultimi episodi e in The End of Evangelion.

Filppo: Adesso, dopo il trait d’union Kaworu, passiamo agli antagonisti, per così dire, umani.

Ilaria: Sì, anche perché noi sappiamo che Kaworu è stato mandato da qualcuno e quindi tra gli antagonisti dobbiamo citare la Seele. (A questo punto parte un breve filmato sulla Seele, n.d.r.).
 

Filippo: In Evangelion la Seele è un’organizzazione segreta che tira le fila da dietro le quinte: controlla le Nazioni Unite e in maniera indiretta controlla i vari governi mondiali. La possiamo definire come il mandante delle operazioni prima dell’agenzia Gehirn e poi dell’agenzia speciale Nerv. Il suo scopo è quello di adempiere al Progetto di Perfezionamento dell’Uomo, ovviamente provocando in maniera volontaria il Third Impact. Non si capisce bene quale sia il ruolo della Seele in Evangelion, se si stiano comportando in maniera altruistica per il bene dell’umanità oppure vogliano ottenere una sorta di tornaconto personale ed è questo il motivo per cui si potrebbe dire che l’antagonista vero e proprio di Evangelion sia proprio la Seele. Sappiamo con certezza che la Seele va in contrasto più volte con la Nerv e nello specifico con Gendo Ikari. Possiamo vedere appunto dall’immagine (A schermo viene nel frattempo mostrata una slide in cui è possibile vedere la Seele, n.d.r.) che quasi sempre la Seele si manifesta con questi monoliti neri che sono una voluta citazione del regista Hideaki Anno a 2001 Odissea nello spazio, capolavoro di Stanley Kubrick. La Seele, però, ha ovviamente anche un capo che si chiama Keel Lorenz. Il nome deriva da Konrad Lorenz, uno dei più grandi etologi della storia. Non si sa l’età di Keel Lorenz, ma sappiamo che ha delle vistose protesi cibernetiche, con un visore che va fin sulle orecchie. Sappiamo che alcuni suoi organi sono stati sostituiti perché in The End of Evangelion quando si trasforma in LCL rimangono il visore e alcuni organi sintetici tra cui spicca la colonna vertebrale meccanica. Se dobbiamo parlare della Seele e di Keel Lorenz, dobbiamo per forza citare l’intervista del 1997 al famoso filosofo giapponese Hiroki Azuma. In quest’intervista torna il concetto dell’uomo nemico di se stesso che abbiamo visto proposto più volte per tutta la serie di Evangelion. Gli Angeli e la Seele sono nemici imperscrutabili e incomprensibili per un semplice motivo che Azuma intuirà facilmente: per Anno e per quelli della sua generazione il nemico non era un nemico politico vero e proprio, ma il nemico del giapponese nato negli anni 60 era proprio il nemico che si confondeva in mezzo alla società. Era indefinito, era ovunque e non si riusciva neanche a individuare. Questo è il motivo per cui, da una parte il nemico dell’umanità sono gli Angeli, e dall’altra parte c’è questa sorta di cabala, questi massoni illuminati che sono la Seele. Tra l’altro, sempre per rientrare nella contestualizzazione socioculturale giapponese, c’è una somiglianza molto inquietante tra la Seele e il culto Aum Shinrikyo, quello che aveva commesso atti terroristici negli anni 90 e aveva compiuto l’attacco alla metropolitana di Tokyo, rendendo necessarie anche delle modifiche di trama perché c’erano troppe analogie con la realtà. L’ideologia di Aum Shinrikyo è quella di gente fuori dal mondo, degli otaku nel senso peggiore del termine: gente completamente alienata dalla realtà arrabbiata con il mondo e che faceva attacchi proprio per questo motivo. Si tratta di una sorta di culto che si avvicinava alle persone e le plagiava portandole a commettere atti estremi come l’attacco alla metropolitana di Tokyo. Una cosa del genere doveva essere presente pure in Evangelion ma dopo quegli attacchi è stata cambiata. In qualche modo è tornata in The End of Evangelion con l’alto tradimento della Seele nei confronti della Nerv.

Ilaria: E’ rimasto però il concetto dell’uomo come nemico dell’uomo e infatti, durante il film The End of Evangelion, venne proprio rivelato che in realtà gli umani altro non sono che il diciottesimo Angelo e gli altri Angeli semplicemente hanno rifiutato una forma umana. Il fatto che gli umani siano discendenti di Lilith lega proprio il mondo degli antagonisti Angeli a quello degli antagonisti umani.

Filippo: Esattamente. E dopo aver analizzato la Seele e il suo capo, che fin troppo spesso sono in contrasto con Gendo perché ritengono che stia per tradirli, adesso parliamo dell’ennesimo antagonista umano di Evangelion.

Ilaria: Sì, perché quasi tutti i personaggi di Evangelion sono talmente ambivalenti che per un motivo o per un altro possono comunque essere inseriti in questo lunghissimo elenco degli antagonisti e, analizzando quello che è il personaggio principale, Shinji Ikari, si può notare proprio che la gran parte dei suoi problemi deriva dalla morte della madre, ma soprattutto dall’abbandono del padre. Tutto quello che lui fa, è vero che lo fa per ricevere l’approvazione altrui, ma prevalentemente per ricevere quella paterna. Probabilmente l’antagonista numero uno, almeno per quanto riguarda Shinji, non sono quindi gli Angeli, ma è Gendo. Il padre di Shinji è un personaggio che è perno di tutta una serie di sottotrame all’interno di Evangelion, perché serve alla rappresentazione del complesso edipico che è presente nella serie, dove abbiamo questo legame tra Shinji, la defunta Yui e Gendo. Il tutto è complicato da Rei, che è il clone di Yui verso cui sia Gendo sia Shinji in qualche modo provano attrazione, ma la messa in scena è ulteriormente complicata anche per la presenza dell’Eva-01, che in fondo contiene proprio l’anima di Yui. Come se non bastasse Gendo è praticamente il vertice di tutta una serie di triangoli che emergono durante la storia. Innanzitutto c’è il triangolo con Yui e Fuyutsuki ben presente nell’episodio flashback 21, in cui ci sono tutti questi rapporti che vengono a galla e che sono sia sentimentali che d’occasione, soprattutto nei confronti del professore Fuyutsuki, che tra l’altro è uno dei pochi che conosce quali siano i piani di Gendo e con cui condivide un destino di solitudine. Gendo è inoltre perno prima del triangolo sentimentale Yui-Gendo-Naoko e poi Yui-Gendo-Ritsuko. Vediamo ora la clip su questo personaggio.

A schermo viene ora mostrato un video dedicato a Gendo Ikari che Filippo commenta sottolineando che si tratta della prima apparizione di Gendo nel primo episodio e in cui si può notare come lui sia uno degli antagonisti, mostrandosi fin da subito in opposizione a Shinji.

Ilaria: Gendo viene percepito dal figlio come un nemico, come una persona estremamente opportunista e un calcolatore. Il padre di Shinji è però un personaggio molto più complesso di così e sarebbe facile se fosse banalmente il cattivo, ma in realtà è un personaggio che ha una disperazione legata proprio alla perdita della moglie e il suo obbiettivo è sostanzialmente quello di reincontrare Yui. Il motivo di contrasto tra Gendo e la Seele è il fatto che divergono completamente le due idee di Progetto di Perfezionamento dell’Uomo. Per la Seele l’obbiettivo è quello di cercare di provocare un’evoluzione artificiale eliminando tutte le identità attraverso una fusione complessiva, in modo da elevare l’essere umano a una sorta di nuova divinità, superando le barriere individuali e di conseguenza anche il dolore dei vari animi, che è quello che non si riesce a sopportare. Per Gendo invece è soltanto l’occasione per reincontrare Yui e quindi tutte le sue azioni volgono soltanto a quell’istante in cui finalmente potrà farlo. Quando in The End of Evangelion lui pagherà per tutte le sue colpe, perché verrà processato da Yui, da Rei, da Kaworu e poi infine divorato dallo 01, ammetterà candidamente che in realtà avrebbe potuto avvicinarsi al figlio, ma non sapeva come fare e quindi per non ferirlo se ne è tenuto a distanza. Non lo dirà esplicitamente, ma lui è vittima, esattamente come il figlio, del dilemma del porcospino. Padre e figlio in questo si assomigliano moltissimo. Gendo nasconde una complessità e un aspetto positivo che non ci aspetteremmo durante tutta la serie.

Filippo: Avendo parlato del padre non possiamo fare a meno di parlare del figlio. (A schermo viene mostrata una breve clip dedicata a Shinji, n.d.r.). Esatto, abbiamo inserito anche Shinji Ikari tra gli antagonisti di Evangelion. E’ una definizione sicuramente provocatoria che abbiamo voluto fare apposta, perché abbiamo visto che in Shinji Ikari viene portato all’estremo il concetto di cui avevamo parlato prima e cioè che alla fine il nemico dell’uomo è l’uomo stesso. Shinji è il principale nemico di se stesso, perché contrariamente a quasi tutti i piloti di mecha che lo hanno preceduto lui è un eroe suo malgrado. Shinji è consapevole di tutti i suoi limiti e di tutte le sue paure e sale a bordo del robot perché glielo ordinano, non perché ne abbia voglia. Lo fa controvoglia nonostante la paura, unicamente perché sa che la società glielo chiede. Mettetevi nei panni di una persona di 14 anni che viene catapultata in una realtà che non conosce, chiamata da una persona che lui detesta e che dopo tre anni che non si vedono gli chiede di salire a bordo di un robot in cui potrebbe anche morire. Shinji è un personaggio molto realistico. Nell’episodio 19 abbiamo poi visto che c’è un’improvvisa virata verso un archetipo di pilota più conosciuto. Nell’episodio “Battaglia da uomo” Shinji prende finalmente consapevolezza dei suoi punti di forza, accetta la responsibilità che gli viene imposta dalla società, dalla famiglia, dal padre e da tutto il Giappone e si mette a combattere con eroismo l’angelo Israfel. Come dice Misato, però: “Quello che ancora non sai è che non si tratta solo di fare il primo passo, ma anche di continuare ad avanzare un passo dopo l’altro“. Shinji fa un passo in avanti, diventa quasi un personaggio risolto, ma poi sappiamo che dall’episodio 20 in poi c’è una sorta di regressione e dopo averne fatto uno in avanti ne fa due o tre indietro. Proprio per questi motivi possiamo quindi ribadire il concetto che Shinji sia il principale nemico di se stesso. Shinji Ikari è la causa principale per cui egli stesso non riesce ad andare avanti e a fare quest’ulteriore passo, necessario per crescere ed evolvere, nonostante la sua frase celebre, ripetuta come un mantra, ovvero: “Non devo fuggire. Non devo fuggire“.
Abbiamo esaurito la questione Angeli, abbiamo esaurito la questione uomini e adesso dobbiamo affrontare quella dei demoni che è una delle mie preferite.

A schermo prima viene mostrata una pagina tratta da uno dei primissimi capitoli del manga Mazinga Z di Go Nagai, in cui Koji Kabuto vede per la prima volta il Mazinga Z e subito dopo parte una clip che ci mostra il primo incontro tra Shinji Ikari e l’Eva-01.

Filippo: E’ la stessa scena. Quell’immagine fortissima del manga di Nagai è stata volontariamente ripresa da Anno, come lo stesso regista ha dichiarato in un’intervista. L’estetica, soprattutto dell’Evangelion 01, è palesemente ispirata a due lavori di Nagai: da una parte Devilman e dall’altra Mazinga Z. Come abbiamo appena visto, il primo incontro tra Koji Kabuto e Mazinga avviene col volto del protagonista vicino alla maschera del Mazinga Z e Koji si spaventa e la stessa cosa avviene in Evangelion. Come terza fonte di ispirazione per gli Evangelion ovviamente c’è il Dio Titano tratto dal manga e dal film di animazione Nausicaa della valle del vento di Miyazaki. Sappiamo che Anno era ed è tuttora un grandissimo fan del suo maestro Miyazaki ed ha animato proprio la sequenza del Dio Titano. Il regista aveva anche supplicato Miyazaki di non fare più film e continuare a disegnare il suo manga all’infinito. Non è andata poi così. I due registi si sono conosciuti proprio perché Anno era così bravo ad animare che Miyazaki gli ha chiesto se potesse realizzare quella sequenza difficilissima: Anno lo ha fatto e ora è uno dei più grandi e apprezzati registi al mondo. Per quanto riguarda la Seele abbiamo detto che non si capisce se faccia qualcosa di buono oppure no, ma il discorso vale per tutti personaggi in Evangelion: non c’è una dicotomia bianco o nero, bene o male. Gli Evangelion sono nella stessa situazione. Sono delle creature che possono essere utilizzate per fare del bene ma anche per fare del male, dipende da chi li controlla. (A schermo viene mostrata una scena di Evangelion in cui Misato sottolinea che, avendo potere di comando sui 4 Eva, se volesse potrebbe distruggere il mondo, n.d.r.). Questo tema è stato ripreso da Mazinga. Come Mazinga può salvare il mondo e distruggerlo, e questo si vede sia nel primo manga che in tutte le rinarrazioni scritte da Nagai, questo concetto viene mutuato totalmente in Evangelion da Hideaki Anno dove l’incredibile potenza degli Evangelion e la loro natura oscura potrebbero portare i padroni degli Eva, e in questo caso Misato, a distruggere il mondo. Questo dialogo avviene nell’episodio 17, quello in cui entra in scena il quarto Eva, lo 03. I concetti di morte e distruzione vengono associati al numero 4, questo perché in oriente sono piuttosto scaramantici e il numero 4 è il numero della morte. Il numero 4 in estremo oriente ha una pronuncia che è molto simile a morte ed è questo il motivo per cui è proprio l’Eva-03 quello che impazzisce e si ribella, lo stesso motivo per cui Misato dice che proprio con quattro Evangelion se volesse potrebbe distruggere il mondo.

Ilaria: Ritornando sull’Eva-01 c’è da sottolineare come anche quest’ultimo sia una metafora dell’ambivalenza umana, perché è contemporaneamente sia una grandissima potenza distruttiva, sia una creatura che tende a proteggere e che protegge soprattutto Shinji, visto che contiene l’anima di Yui Ikari. Uno dei problemi che ha Shinji nel rapportarsi con gli altri è proprio il fatto di non riuscire a comprendere l’ambivalenza, il fatto che tutte le persone sono fatte di zone di luce e zone d’ombra. Vorrebbe in qualche modo che le cose fossero o bianche o nere, cosa che ovviamente non è possibile perché bisogna comprendere tutte le scale di grigi che ci sono in mezzo. Il conflitto naturale che ne scaturisce è quello tra Shinji e Asuka, che esploderà poi completamente nel finale di The End of Evangelion. Questo conflitto, che in realtà è una metafora del conflitto con gli altri, si risolve soltanto quando a un certo punto Shinji capisce di dover accettare il fatto che gli altri siano composti da aspetti completamente diversi. Il problema del rapporto di Shinji con le donne è dovuto al fatto che lui vorrebbe dagli altri, e dalle donne in particolare, un affetto incondizionato, che però si può ottenere soltanto da una madre. Parte del problema è quindi proprio il fatto che lui non riesce a emanciparsi dalla figura femminile di Yui Ikari, che è morta sotto i suoi occhi quando era ancora un bambino, durante l’esperimento di attivazione dell’Eva-01 del 2004. Tra l’altro in un flashback, a proposito dell’esperimento, sentiamo Yui dire a Fuyutsuki di volersi offrire per il bene di suo figlio. Rimane quindi aperta l’ipotesi che quello che accade durante l’esperimento di attivazione sia in qualche modo una cosa voluta per raggiungere un tasso di sincronia altissimo con l’Evangelion fino a disciogliersi al suo interno. Esiste anche un procedimento che verrà messo in atto per salvare Yui che ha raggiunto un tasso di sincronia del 400% che però, per lo meno con lei, non andrà a buon fine, mentre avrà successo con Shinji quando nell’episodio 20 dopo la battaglia con Zeruel si troverà nella stessa identica condizione. Il fatto che capiti a Shinji è funzionale, perché disciolto nell’LCL avrà modo di incontrare Yui e quindi sarà proprio il contatto con la madre che gli consentirà di rinascere dall’Eva-01 che è assolutamente una metafora materna: questo viene rimarcato anche dal fatto che la postazione da combattimento del pilota, si trova all’incirca all’altezza dell’utero.
I rapporti con i personaggi femminili non sono quindi gestiti in un modo lineare e positivo sempre per il fatto che c’è questo personaggio di Yui in qualche modo incombente e infatti c’è Filippo che a proposito di provocazioni oggi ne vuole lanciare una enorme, perché lui tra gli antagonisti piazza Yui Ikari.
 

Filippo: Esatto, la piazzo tra gli antagonisti. Lo dico provocatoriamente, ma fino a un certo punto: Yui Ikari è il vero cattivo della serie. Nei primi due episodi vediamo subito che l’Eva-01 non è un robot normale e succedono delle cose molto particolari. Scopriamo anche che c’è un qualcosa/un qualcuno che lo governa e che non è Shinji Ikari. (A schermo viene mostrata una scena in cui l’Eva si muove da solo, n.d.r.). C’è qualcosa che non va, l’Eva si muove da solo, proprio come abbiamo già visto nei primi 5 minuti della serie quando cadono le lampade e lo 01 si aziona e salva Shinji, che non è un predestinato ma è stato perché al suo interno c’è sua madre Yui. Secondo me e secondo persone molto più in gamba di me, Yui Ikari è uno degli antagonisti, se non l’antagonista principale di Evangelion. Si dice che Yui sia stata avvicinata da quel brutto e cattivo di Gendo Ikari e che l’abbia sposata per il suo legame con la Seele (a questo punto interviene Ilaria sottolineando che il cognome da celibe di Gendo è Rokubungi. Filippo allora spiega che l’uomo una volta sposato ha poi preso il cognome della moglie poiché lei, essendo figlia di un membro della Seele, appartiene a una famiglia molto più importante. Tutto questo non viene spiegato nella serie, ma viene detto nelle informazioni riservate tratte da un videogioco ufficiale di Evangelion a cui pare abbia collaborato anche Hideaki Anno, n.d.r.). Proviamo però a ribaltare la questione: se invece Yui Ikari avesse saputo dal padre, tramite i suoi contatti nella Seele, attraverso le Pergamene del Mar Morto, che ci fosse in atto questa cospirazione ai danni o a vantaggio dell’umanità? Se fosse stata lei ad avvicinare Gendo e a convincerlo a far parte di questo team e lo avesse sedotto? Potrebbe essere così anche perché Yui è consapevole del fascino che esercita sul proprio professore anziano. Stiamo parlando di una donna che ha deciso di farsi assorbire dall’Evangelion-01 conscia di lasciare un bambino di pochi anni ad un marito che la ama tantissimo, ma che non è in grado di gestire la propria vita e tantomeno quella del figlio. (Ilaria gli appunta che si sia sacrificata per il bene dell’umanità, n.d.r.). Yui Ikari ha abbandonato un bambino, Ilaria dice per il bene dell’umanità, ma c’è gente su internet convinta che lei lo abbia fatto unicamente per salvarsi all’interno dell’Eva-01, diventando immortale e indistruttibile. Al di là degli scherzi, questa è una delle interpretazioni possibili. Yui, però, come tutti i personaggi della serie Evangelion deve essere vista attraverso differenti interpretazioni e lei è un personaggio assolutamente positivo ma con alcuni lati oscuri. Vi faccio notare un’ultima cosa per quanto riguarda la madre di Shinji. Nella scena che Sunny ed Elisa hanno ricreato prima (Filippo si riferisce alla scena visibile nella foto qui sopra in cui vediamo Elisa vestire i panni dell’Eva Mass Production Model, mentre Sunny quelli dell’Unità 02, n.d.r.) c’erano gli Eva Series che stavano sbranando l’Eva-02, mentre Shinji non aveva la forza di intervenire. Quando poi è arrivato davanti allo 01 congelato nella bachelite e ha insistentemente supplicato la madre di attivarsi Yui Ikari non ha reagito aspettando proprio il momento in cui la situazione sarebbe diventata irrecuperabile prima di attivarsi. Ha atteso che l’amica di Shinji venisse sbranata, uccisa e fatta a pezzi in una sorta di stupro metaforico (di fatto è quello che è avvenuto: tante “persone” che hanno abusato di una ragazza). L’Unità 01 e Yui si sono risvegliati solo nel momento in cui Shinji ha toccato il fondo e ha visto la sua amica, l’unica persona con cui abbia cercato di rapportarsi veramente, distrutta e fatta in un milione di pezzi. Da un punto di vista metanarrativo sappiamo perché Yui ha atteso fino all’ultimo prima di attivarsi: questo è quello che vuole lo spettatore, arrivare al limite. Dal punto di vista della scrittura dei personaggi, però, Yui Ikari è un personaggio che ne fa di cotte e di crude. Sarebbe potuta intervenire prima, ma non l’ha fatto. Ha voluto eliminare una “rivale” (forse per gelosia di un’altra figura femminile?) e ridurre il figlio alla disperazione. D’altronde Yui aveva un Progetto per il Perfezionamento dell’Uomo molto diverso sia da quello di Gendo, sia da quello della Seele.

Ilaria: Sì, infatti è proprio quello che si realizza, la terza via del Perfezionamento dell’Uomo che è il Perfezionamento di Shinji. Yui è un personaggio fondamentale in questa situazione, perché nel panico totale che si genera proprio all’inizio del Third Impact sarà lo sprone per prendere una decisione sul destino dell’umanità.
E Rei la salviamo o no? Rei la potremmo salvare se non fosse che in realtà anche lei si configura purtroppo come antagonista non appena si scopre che il clone contiene l’anima di Lilith. Nel momento in cui si ricongiunge l’anima al corpo di Lilith si dà il via a una serie di eventi che conducono al Third Impact e all’inizio del Perfezionamento dell’Uomo. Lilith è nascosta nel Terminal Dogma all’insaputa dello stesso Kaworu che era convinto di trovare Adam (il capostipite degli Angeli compare nella serie sotto vari aspetti: la sua anima è dentro Kaworu ed è un gigante di luce che viene ridotto a embrione causando il Second Impact, per poi venire impiantato nella mano di Gendo). Kaworu poi scopre che nel Terminal Dogma c’è invece proprio il secondo Angelo che ha l’aspetto di un gigante bianco. Tra l’altro, a proposito del discorso angeli, uomini e demoni il nome Lilith è ispirato alla prima compagna di Adamo, dalla cui unione sarebbero derivati quelli che sono effettivamente i demoni. Insomma, nel momento in cui Rei contiene l’anima di Lilith anche lei effettivamente si configura dalla parte degli antagonisti.

Filippo: A proposito di questo abbiamo fatto una mappa concettuale dei rapporti tra l’Evangelion 01, Yui, Lilith e Rei, quattro personaggi strettamente legati tra loro (a schermo viene mostrata una slide che mostra i vari legami tra i quattro, n.d.r). In pratica l’Eva-01 contiene l’anima di Yui che si è fusa al suo interno. Lo 01 è però anche il clone di Lilith, mentre Rei è quello di Yui. Inoltre l’anima di Lilith continua a esistere in maniera inconsapevole in Rei che in The End of Evangelion si riunisce a Lilith. Si può quindi notare che Rei è un clone di Yui con l’anima di Lilith, mentre lo 01 è un clone di Lilith dentro cui c’è l’anima di Yui. Sono tutti collegati in maniera speculare e perfettamente simmetrica. Si tratta di una scelta narrativa notevole.
Dopo questa piccola digressione passiamo agli ultimi antagonisti, gli Eva Series.

Viene fatto partire un video in cui vengono mostrati i Mass Production Eva in azione.

Ilaria: Gli Eva Series dovrebbero richiamare l’aspetto più angelico in assoluto, perché bianchi e con grandi ali, invece somigliano di più a un’arpia e infatti sono famosi tra gli appassionati proprio con questo nome. Sembrano non avere gli occhi e non contengono alcun pilota. Hanno un Dummy System che è stato realizzato sugli schemi mentali di Kaworu Nagisa e quindi in qualche modo possono agire in autonomia, un’autonomia che tra l’altro è illimitata, grazie al motore S2 di cui sono dotati. Sono un’arma di combattimento e la cosa curiosa è che sono degli Evangelion che non sembrano creati per combattere contro gli Angeli ma contro altri Evangelion e gli esseri umani. Vengono proprio utilizzati come delle armi di distruzione di massa.
 

Filippo: Un’ultima cosa rapidissima. Avevamo parlato prima di Devilman come una delle fonti di ispirazione per l’opera e vogliamo chiudere il panel proprio con questo discorso, e cioè parlando dell’influenza che il manga di Go Nagai ha esercitato su Hideaki Anno e su Evangelion.
Evangelion nel momento dell’ideazione era stato concepito come una fusione tra Punta al top! Gunbuster, la prima opera diretta da Anno, Sailor Moon (Anno è un grandissimo fan della serie e un grandissimo amico di Ikuhara che ha diretto una parte della serie) e Devilman. Il concetto è appunto che Evangelion nasceva proprio nelle intenzioni iniziali come una serie che doveva riprodurre uno scontro tra uomini e esseri pseudodivini e ovviamente questo non poteva fare a meno di coinvolgere anche la celeberrima opera di Go Nagai. Sadamoto in più occasioni ha dichiarato che, prima ancora di decidere il titolo definitivo, Hideaki Anno aveva già indicato il tema di “una battaglia tra dei e umani” richiamando Devilman. Una storia dal finale epico non poteva prescindere dalla storia giapponese con il finale forse più epico in assoluto. Ed ecco qua il famoso finale epico. (A schermo viene mostrato il finale del manga di Nagai, n.d.r.). Questo è il finale del manga di Devilman che si vede finalmente per la prima volta animato anche in Devilman Crybaby, anime recentemente realizzato per dare una degna controparte animata al capolavoro cartaceo di Nagai. Qui si vede Satana combattere contro il suo ex migliore amico Akira Fudo, sconfiggendolo. I due si ritrovano quindi su uno scoglio in mezzo al mare in cui si vede Akira troncato in due. Come è stato dichiarato, il finale epico di Devilman è riprodotto nella scena finale di The End of Evangelion. Ci sono Shinji e Asuka sulla spiaggia e il mare è di colore rosso (in Devilman Crybaby il mare è rosso esattamente come in The End of Evagelion. Si tratta di una sorta di tributo incrociato con il film che omaggia il manga e Crybaby che omaggia il manga e The End of Evangelion). Inoltre nelle primissime fasi di lavorazione Shinji si sarebbe dovuto svegliare, esattamente come Satana, con visibile accanto nell’inquadratura un braccio pallido, per poi scoprire che di Asuka sarebbe rimasto soltanto quello, proprio come accade nel manga di Nagai, dove si vede il volto di Akira Fudo che pare stia dormendo e poi lo vediamo troncato in due. Poi non è andata a finire così, è andata a finire probabilmente peggio perché Shinji trova Asuka integra, ancora viva e vegeta e decide di provare ad ammazzarla strangolandola.

Ilaria: Sullo sfondo ci sono gli Eva Series che, dopo avere avuto un ruolo molto importante nel Perfezionamento dell’Uomo e aver creato Diagramma delle Sephiroth, quando poi finisce tutto questo processo con la decisione finale di Shinji, si trasformano in statue e precipitano al suolo.

Filippo: Esatto. La chiusura di The End of Evangelion, che è volutamente un tributo al Devilman di Go Nagai, è la chiusura definitiva dell’opera, almeno fino a quando non uscirà Evangelion: Final || (Evangelion 3.0 + 1.0).
Siamo arrivati alla conclusione del panel, ma abbiamo ancora 10 minuti e volevamo fare qualche domanda agli altri protagonisti di questo panel ovvero a Gaetano ed Elisa del Team dei Prizmatec e al nostro amico Sunny. Un applauso (segue un applauso da parte di tutti i presenti).

A questo punto Filippo pone un paio di domande ai tre, con Elisa che si occupa di fare da traduttrice per Sunny.

Filippo: Come vi siete avvicinati al mondo del cosplay?

Elisa: Noi di Prizmatec siamo una famiglia di 4 persone: io, mio fratello, mio papà e mia mamma e abbiamo conosciuto il mondo del cosplay nel 2012, partecipando per caso a una fiera di fumetti della nostra città, Pordenone. Da quel giorno mio fratello si è chiesto perché non provassimo anche noi a creare qualcosa con le nostre mani. Abbiamo quindi iniziato a cercare video tutorial su YouTube e abbiamo scoperto Pepakura, un programma online che fornisce dei cartamodelli da cui è possibile partire per realizzare i propri costumi. Come prima armatura abbiamo deciso di costruire War Machine da Iron Man, ma inizialmente tutto questo riguardava solo mio fratello: andavamo alle fiere dei fumetti in giro per l’Italia e lui partecipava anche ai vari contest. Quando poi abbiamo iniziato a fare i costumi successivi, quelli che lui non utilizzava più li passava a me e quindi abbiamo iniziato a girare in coppia. Sono anche per questo molto contenta di portare qui il Mass Production Eva che è il primo costume fatto solo per me e che prima non ha indossato anche mio fratello.

Sunny: Ho scoperto il mondo dei cosplay quando avevo 14 anni tramite un sito giapponese e guardando dei tutorial. All’inizio credevo di non poter creare una cosa simile, però ho iniziato a lavorarci pian pianino anche se era molto difficile, perché lo facevo in spazi stretti e non riuscivo a vedermi. Una cosa che mi preoccupa ancora adesso è quella di riuscire a dare una buona immagine finale.

Filippo: Io so che il Mass Production Eva non è ancora nella sua forma definitiva, così come l’armatura dello 02 di Sunny, che sappiamo essere sempre un work in progress. Quali sono i vostri progetti futuri?

Gaetano: Come dicevi tu è sempre un work in progress. Una volta che realizziamo un robottone creando un’armatura ci si lavora su per magari tre mesi, però poi si lavora tutto l’anno per fare varie modifiche e migliorie. Il Mass Production Eva per ora lo vedete in versione basica, non ha ancora le armi e non ha le ali su cui stiamo lavorando. Lo abbiamo portato al Cartoomics e qui lo stiamo indossando e provando, ma durante tutto il 2018 apporteremo delle migliorie. Man mano che lo utilizziamo vediamo tutte le parti da modificare, poi gli costruiremo una specie di lama gigante (quella che usano per combattere), così come la Lancia di Longinus che oggi ci ha prestato Sunny per far le foto. Sicuramente una cosa su cui ci sarà molto da lavorare saranno le ali perché, come avete visto nella clip, gli Eva Series hanno queste ali da gabbiano enormi che dobbiamo ancora realizzare. Oggi lo vedete con la schiena molto gonfia perché dietro c’è già una struttura con lo spazio per ospitare l’innesto delle ali che vorremmo realizzare comunque entro quest’anno. Per fare un costume di questo tipo ci vuole tempo.

Sunny: Sicuramente il prossimo costume che farò sarà qualcosa di più comodo e confortevole perché l’Eva mi sta praticamente disintegrando. Ho delle cicatrici dietro le spalle, però, come si suol dire: “Se bello vuoi apparire un po’ devi soffrire”.

La conferenza si chiude con i ringraziamenti di Filippo e Ilaria a tutti quanti.
 

 

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