Hard Sun, la recensione del thriller fantascientifico della BBC

C’era una sana dose di attesa per il debutto di Hard Sun, la nuova serie della BBC (in collaborazione con Hulu che detiene i diritti americani) ideata da Neil Cross, acclamato autore di Luther e apprezzato sceneggiatore di vari episodi di Spooks e Doctor Who (nonché del secondo adattamento televisivo di Whistle and I’ll Come to You, racconto del brivido targato M.R. James). Oltre al suo pedigree era elemento di interesse il fatto che il nuovo serial combinasse la struttura del poliziesco con elementi di genere, per l’esattezza una premessa che lo stesso autore definisce “pre-apocalittica”: la scoperta di un fenomeno cosmico che, entro cinque anni, distruggerà ogni forma di vita sulla Terra. Un evento che le alte sfere del governo vogliono tenere nascosto, ritrovandosi a dover fronteggiare due poliziotti, Charlie Hicks (Jim Sturgess) e Elaine Renko (Agyness Deyn), che si imbattono nella scioccante verità durante un’indagine e devono fare i conti con un doppio problema: tenere salvi i loro cari, presi di mira dalle agenzie che vogliono proteggere il segreto di “Hard Sun”, e capire come far rispettare la legge in un mondo che sta per finire.

Fratello sole, sorella sceneggiatura

Seguendo il modello già messo in pratica in Italia dalla Rai (vedi La linea verticale) e negli Stati Uniti dalla NBC (Aquarius), Hard Sun è stato messo a disposizione degli utenti del servizio di streaming della BBC in un unico blocco nello stesso momento in cui la serie veniva trasmessa a cadenza settimanale sul network tradizionale. Una soluzione che, come per il poliziesco americano sulle malefatte di Charles Manson, avrà forse saputo compensare il difetto drammaturgico generale della serie, oscurato in parte dal binge-watching. Questo perché Cross, solitamente attento allo sviluppo dei personaggi (motivo principale del successo di Luther, di cui è in lavorazione un quinto ciclo di episodi), in questa sede sembra essere più intrigato dall’atmosfera e dalle potenzialità a lungo termine dello show, da lui stesso ribadite con l’intenzione di realizzare cinque stagioni se possibile, che dall’approfondimento psicologico dei due protagonisti, tratteggiati in modo elementare e in funzione della trama orizzontale che è sostanzialmente il preludio a un progetto più vasto e più puramente di genere (quasi per definizione, l’apocalisse vera e propria si lascerebbe guardare più di quello che succede prima). Le immagini forti abbondano, ma il più delle volte slegate da un contenuto con la giusta potenza drammatica.

Futuro doppiamente incerto

I sei episodi scorrono rapidamente, senza tempi morti, per arrivare a una conclusione che da un lato chiude con il giusto impatto visivo quella che potrebbe essere una stagione unica e dall’altro pone le basi per la prosecuzione di una storyline teoricamente capace di rimpolpare il palinsesto di genere della BBC. Mentre scriviamo queste righe non c’è ancora stata alcuna dichiarazione da parte del network britannico (attendono forse le vendite del DVD, annunciato per il 12 febbraio), i cui piani dovranno comunque allinearsi con quelli di Cross, al lavoro anche su Luther. In caso ci fosse il rinnovo, sarà auspicabile un’ibridazione più riuscita delle due anime dello show, capace di sfruttare al meglio le caratteristiche delle storyline umane e di quelle fantascientifiche. Altrimenti non è detto che il pubblico rimanga fedele al progetto per tutta la durata prevista (con tanto di timer al termine di ogni episodio).

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