il fenomeno Annientamento dà inizio a una nuova era?

Lo scorso 12 marzo, Netflix ha rilasciato in tutta Europa l’ottimo Annientamento (Annihilation), l’ultima fatica di Alex Garland (Ex Machina) con un cast d’eccezione, vale a dire Natalie Portman, Jennifer Jason Leigh e Oscar Isaac. Sulla carta la notizia non è chissà quanto sbalorditiva, ogni giorno il catalogo del colosso americano si riempie di titoli originali e non, è invece un’uscita da non sottovalutare, perché potrebbe essere l’inizio di un processo che potremmo definire epocale. Essendo una grande produzione Paramount, costata 55 milioni di dollari, avrebbe dovuto raggiungere il grande schermo in tutto il mondo, questo però è avvenuto soltanto negli Stati Uniti, territorio in cui sicuramente si poteva recuperare buona parte del capitale investito. Lo stesso, con molta probabilità e secondo i deludenti press screening, non sarebbe accaduto nel nostro continente, motivo per cui i vertici della major hanno optato per una soluzione alquanto insolita: vendere i diritti direttamente a Netflix per la distribuzione online – per buona pace del contrario Garland.

Tesoro mi si è rimpicciolito lo schermo

Il regista avrebbe desiderato vedere il suo film, uno sci-fi d’autore visionario, ricco di contenuto e di metafore, su grande schermo, è invece finito per diventare un antipasto di ciò che a breve potrebbe diventare una portata principale. Per la prima volta a una grande major come la Paramount è convenuto vendere il film per la riproduzione in streaming anziché portarlo in sala. I cinema europei hanno dunque perso un’importante prodotto, bypassati completamente da internet, un mezzo tanto potente quanto bistrattato in grado però di moltiplicare gli schermi a dismisura. Di primo acchito infatti una notizia simile potrebbe gettare gli appassionati più incalliti nello sconforto più totale, con i cinema che perdono quel poco potere rimasto in loro possesso, bisogna però anche guardare agli innumerevoli lati positivi della questione – tutti quei motivi per i quali questo nuovo modello di distribuzione potrebbe rappresentare il futuro. A oggi, guardando al nostro Paese, un film di ampio respiro può uscire in circa 800 copie, un progetto di media grandezza in 450, mentre un film d’autore può rasentare le 250 copie – di cui spesso la metà vanno perdute nella seconda settimana di programmazione. Non esistono cifre precise, ma secondo le stime soltanto in Italia gli abbonamenti Netflix sfiorano le 800.000 unità e sono in costante crescita. Un numero impressionante se rapportato alle copie di un film di nuova uscita.

Sala e salotto

Questa moltiplicazione degli schermi rappresenta un punto fondamentale della questione, che taglia inoltre qualsiasi barriera spaziale. Finché si abita nelle grandi città, la difficoltà di trovare un determinato film al cinema è molto bassa, appena si sfora nella periferia, nei medi e piccoli centri diventa quasi un’impresa impossibile. Oltre alle città che non contano neppure un cinema, ci sono tantissimi piccoli centri con 1-2 sale al massimo, che sopravvivono soltanto grazie ai prodotti di grido e null’altro – grandi film hollywoodiani o cinepanettoni italiani che talvolta arrivano anche in ritardo rispetto al giorno effettivo di uscita. Con Netflix, circa 800.000 famiglie italiane (e chissà quante persone fisiche effettive) hanno potuto vedere Annientamento lo stesso giorno dell’uscita europea, il 12 marzo scorso come ricordavamo in apertura. Non solo: il film è arrivato, come tradizione, in doppia lingua, lasciando così liberi gli appassionati di scegliere l’inglese oppure no, e in 4K HDR/Dolby Vision – una risoluzione superiore a molti cinema fermi ai DCP 2K (migliori solo sul fronte del bitrate). La sala cinematografica resta ovviamente qualcosa di molto diverso dal salotto di casa, comprende un’esperienza collettiva, schermi di grandi dimensioni, audio multicanale e quant’altro, bisogna però riconoscere che il divario fra i due mondi si è clamorosamente assottigliato. Con un buon impianto sonoro, un proiettore o uno schermo 4K/HDR, a oggi l’home entertainment può risultare addirittura migliore del piccolo cinema cittadino.

Un passo alla volta

Il tutto a un prezzo irrisorio per l’utente finale, che in questi casi finisce per ritrovarsi ottimi film ad alto budget inclusi nel proprio abbonamento mensile. Un meccanismo che potrebbe contribuire anche a eliminare la restante pirateria multimediale, che ancora colpisce le uscite di maggiore successo. Non sappiamo ancora se sarà solo fantascienza o meno, se è solo una nostra sensazione, eppure bisogna prendere atto che Annientamento potrebbe innescare un effetto domino pronto a cambiare radicalmente la distribuzione cinematografica – almeno per il cinema d’autore in queste fasi iniziali.

Le grandi major hanno ovviamente ancora interesse a portare i grandi blockbuster (come i cinecomic ad esempio) al cinema, il recente Black Panther del resto è proiettato oltre il miliardo di dollari di incasso in tutto il mondo, per le piccole e medie produzioni però potrebbe essere vantaggioso arrivare direttamente online (del resto se a livello economico le major iniziano a trarre dei veri vantaggi, il destino è pressoché deciso…). Opere simili ad Annientamento o di grandi autori distribuite in streaming andrebbero sicuramente a migliorare la qualità delle attuali librerie e – in qualche modo – ad alfabetizzare il pubblico a un cinema “superiore”, da vivere in contemporanea con il resto del mondo, senza aspettare mesi per l’home video. Trasformare una necessità in un’occasione potrebbe così diventare prassi comune, per la felicità di tutti per giunta – o quasi, esercenti cinematografici esclusi ovviamente.

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