il film è un successo in home video

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Di Blade Runner 2049 abbiamo parlato tantissimo, sia prima che dopo l’uscita. È stato un progetto che, a suo modo, ha davvero segnato il 2017, dall’inizio (con la diffusione del primo trailer) alla fine (con l’uscita vera e propria nelle sale di tutto il mondo). Qualcosa però, nella vita cinematografica del film, è andato decisamente storto, visti i deludenti introiti al botteghino. Costato 150 milioni di dollari più altre spese vive di marketing, l’opera sci-fi di Denis Villeneuve ha incassato appena 92 milioni in patria, 167 worldwide, portando i guadagni totali a 259 milioni. Questo nonostante le ottime critiche della stampa internazionale, pressoché unanimi nel premiare l’ottimo lavoro svolto dalla Warner Bros. e dagli artisti che hanno preso parte al lungometraggio. Le motivazioni di un flop simile sono difficili da scovare con esattezza, possiamo però ipotizzare che sia stata colpa dell’eccessiva durata (che diminuisce gli spettacoli e l’appetibilità generale), il tema complesso, il linguaggio più alto della media, un marketing pieno di errori (come ha affermato più volte lo stesso regista canadese). Tutti elementi che però non hanno intaccato la qualità generale dell’opera, che sul mercato home video sta godendo di un vero e proprio rinascimento commerciale.

Risorgere dalle ceneri

È notizia di qualche giorno fa l’exploit inaspettato del film in DVD e soprattutto Blu-ray, con 21.8 milioni di dollari incassati fino a questo momento. Una cifra enorme per il claudicante settore dell’home entertainment “fisico”, sempre più schiacciato dallo streaming, che vale un bel terzo posto nella classifica dei maggiori incassi del 2018. Hanno fatto meglio solo IT di Andy Muschietti e Wonder con Julia Roberts due film che hanno registrato splendidi incassi anche al box office. L’anomalia dunque è proprio Blade Runner 2049, un fenomeno che ci dà da pensare su più fronti. Innanzitutto ci viene da pensare a una distribuzione worldwide non propriamente perfetta, con meno copie in circolazione del dovuto; tantissimi appassionati potrebbero aver avuto difficoltà a trovare il film al di fuori delle grandi città, motivo per cui si sono poi rifatti con l’home video. Un’altra motivazione potrebbe essere legata alla durata, come abbiamo detto in apertura: trovare il tempo di vedere al cinema un film da quasi 3 ore, che più i vari intervalli e i trailer iniziali arriva a sfondarle tranquillamente, non è semplice, in molti potrebbero aver aspettato il supporto fisico per vederlo con calma a casa.

Meglio a casa?

Un’altra causa potrebbe essere, paradossalmente, la qualità dell’immagine. Roger Deakins si è portato a casa un premio Oscar per le spettacolari immagini di Blade Runner 2049, girate e renderizzate a 3.4K, cosa alquanto insolita poiché si tende a renderizzare i VFX a 2K il 99% delle volte. Segno dell’assoluta cura che il premiato DoP, il suo team e lo stesso Villeneuve hanno riposto nel progetto, arrivato poi al cinema tramite DCP 4K.

Ebbene non tutti i cinema del mondo sono in grado, purtroppo, di garantire una proiezione 4K di altissima qualità, con molte sale ferme ancora al classico 2K digitale. I maniaci dell’immagine potrebbero aver aspettato la copia home video per godersi il film in Ultra HD 4K con l’aggiunta dell’HDR, evitando così immagini sgranate o comunque non all’altezza della copia originale. In ultimo non dimentichiamo il collezionismo, con una buona fetta di pubblico che ha acquistato il film per via del suo valore “storico”, essendo un sequel che si è fatto attendere per ben 35 anni. Ovviamente sono tutte supposizioni, non sapremo mai i reali motivi che hanno spinto Blade Runner 2049 a essere un flop in sala e un fenomeno commerciale in home video, possiamo solo esser felici della rinascita di un progetto che sicuramente ha raccolto meno di quanto avrebbe meritato.

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