il giovane Sheldon Cooper è arrivato su Infinity

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Quando nel 2007 The Big Bang Theory ha fatto il suo debutto sulla rete americana CBS, il complesso mondo delle sitcom ha subìto un vero e proprio terremoto. Il pubblico considerato nerd, attento alla cultura pop dei fumetti, del cinema fantastico, dei giochi da tavolo e dei videogiochi, da sempre tenuto ai margini, si è visto puntare addosso i riflettori della notorietà, un evento mai successo prima (almeno non con questa portata). I quattro protagonisti della serie, infatti, sono dei secchioni della peggior specie, impacciati con le ragazze e con le più semplici convenzioni sociali, ma imbattibili in campo matematico e in tutto ciò che riguarda la subcultura televisiva, cinematografica, ludica ecc. Fra i quattro personaggi principali, uno in particolare ha lasciato maggiormente il segno sul pubblico, diventando simbolo di un’intera generazione (nel bene e soprattutto nel male): Sheldon Cooper. Ossessionato dai batteri, dalla scienza e da chiunque sia estraneo al suo mondo “protetto”, il folle Sheldon è probabilmente uno dei personaggi TV meglio caratterizzati degli ultimi vent’anni, non a caso The Big Bang Theory risulta in programmazione ancora oggi. Era inevitabile che, prima o poi, qualcuno ne approfittasse al di fuori dello show principale, creando lo spin-off Young Sheldon.

9 anni e non sentirli

Come si può intuire dal titolo, la serie è incentrata sulla figura del giovane Sheldon, un bambino di nove anni così intelligente da essere già alle superiori. Qui dovrà vedersela con adolescenti irrequieti e problematici che non hanno alcuna intenzione di stare in classe con un ragazzino. Ragazzino che è spesso indisponente, fiero delle sue idee e dotato di straordinario intuito, quindi abile nello smontare continuamente tesi di professori, medici, preti e genitori, risultando costantemente inattaccabile. Ideata dallo stesso creatore del The Big Bang Theory originale, Chuck Lorre, Young Sheldon si presenta come una sitcom senza troppe pretese, divertente e ironica, con puntate da 22 minuti che scorrono via con naturalezza.

Una sfida per nulla alla pari

Certo la sfida fra lo Sheldon originale e questo nuovo pre-adolescente è del tutto impari, con il primo che vince a mani basse su tutta la linea. A far risaltare il personaggio classico – oltre ovviamente al talento del suo interprete – è sicuramente un contesto più dinamico, in cui giovani nerd scapestrati hanno la libertà di fare qualsiasi cosa, di confrontarsi con temi adulti, fuori ma soprattutto dentro casa. Lo stesso montaggio della serie originale è più “frenetico”, inanella un disastro dopo l’altro senza neppure lasciare spazio al respiro. Young Sheldon invece gode di una narrazione più pacata, lineare, con il piccolo protagonista spesso immobile, oscurato dall’ombra di un personaggio originale troppo grande e inimitabile. Il giovanissimo Iain Armitage ha certamente talento, come ha dimostrato nel ruolo di Ziggy Chapman in Big Little Lies, ma in questa serie non riesce a brillare particolarmente, sembra costantemente frenato da qualcosa – paura, ansia da prestazione, forse la direzione pavida dei registi, è difficile stabilirlo.
La resa finale dunque non va oltre la sufficienza, con qualche trovata di sceneggiatura molto carina ma poco altro. La narrazione non ha molto mordente e ci sono pochissimi elementi che spingono a divorare un episodio dopo l’altro, purtroppo, perché sulla carta poteva trattarsi di un’idea davvero brillante.

Nella testa di Sheldon

Idea portata avanti, fra gli altri, dallo stesso Jim Parsons, lo Sheldon Cooper originale, che figura come produttore esecutivo (insieme a Jon Favreau e Steven Molaro) e voce narrante. L’intera serie appare come un enorme flashback di Sheldon, da spettatori è come se ci trovassimo nella sua testa e fossimo in grado di accedere ai suoi ricordi d’infanzia, motivo per cui la voce dello Sheldon adulto fa da contrappunto ai momenti salienti degli episodi.

Se la CBS spende fior di milioni (soprattutto per il cast) per continuare a produrre The Big Bang Theory, Young Sheldon è un progetto molto meno ambizioso e dispendioso, girato a camera singola e con scenografie poco d’impatto, che non creano la giusta atmosfera. Tocca dunque accettarla per quella che è, un divertissement colorato e ironico che scherza soprattutto sulla diversità – e meno sulle idiosincrasie folli dello Sheldon Cooper originale.
I fenomeni di bullismo purtroppo sono ancora oggi attuali nelle scuole di tutto il mondo, dunque non fa mai male parlare dell’accettazione di se stessi e di ciò che pensano di noi gli altri, questa volta però lo si fa senza gridare al miracolo. Young Sheldon si può trovare su Infinity dallo scorso 31 gennaio, con un nuovo episodio a settimana.





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