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l'inganno
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L’inganno è un film di genere drammatico, thriller del 2017, diretto da Sofia Coppola, con Elle Fanning e Kirsten Dunst. Uscita al cinema il 21 settembre 2017. Durata 94 minuti. Distribuito da Universal Pictures.

DATA USCITA: 21 settembre 2017
GENERE: Drammatico, Thriller
ANNO: 2017
REGIA: Sofia Coppola
ATTORI: Elle Fanning, Kirsten Dunst, Nicole Kidman, Colin Farrell, Angourie Rice, Wayne Pére, Oona Laurence, Emma Howard, Eric Ian
PAESE: USA
DURATA: 94 Min
DISTRIBUZIONE: Universal Pictures
REGIA: Sofia Coppola
SCENEGGIATURA: Sofia Coppola
FOTOGRAFIA: Philippe Le Sourd
MONTAGGIO: Sarah Flack
PRODUZIONE: American Zoetrope, FR Productions


TRAMA L’INGANNO:

L’inganno si svolge in un collegio femminile nello stato della Virginia, durante la Guerra di Secessione americana. Protette dalle spesse pareti del Farnsworth Seminary, le studentesse della scuola diretta da Miss Martha (Nicole Kidman) conducono una vita fortemente ritualizzata, scandita dai pasti, dalla preghiera e dalle lezioni di francese, con qualche attesa e confortante parentesi musicale. Lontane dal conflitto, si sforzano di mantenere nella quotidianità quell’atteggiamento fiero e compassato che si addice alle signorine della loro età. Ma la gabbia dorata che l’istitutrice ha costruito intorno a loro è destinata a crollare, quando la guerra bussa alla porta nella forma di un soldato ferito e bisognoso di cure, John McBurney (Colin Farrell). All’uomo vengono offerti rifugio e ospitalità, e solo più tardi le ragazze si accorgono di come una presenza maschile abbia scatenanto egoismi e rivalità senza precedenti. Alicia (Elle Fanning) comincia a portare i capelli sciolti e ad allentare il corsetto, rubando le attenzioni del soldato all’innocente Edwina (Kirsten Dunst). L’etichetta sociale viene infranta e gli ultimi residui di formalità ostentata diventano cornice di un thriller psicologico e d’atmosfera.

Come già avvenuto per il suo film d’esordio, Il giardino delle vergini suicide, tratto dal quasi omonimo romanzo di Jeffrey Eugenides, ” Le vergini suicide”, per questo suo sesto lungometraggio Sofia Coppola torna a farsi ispirare da un libro.
L’inganno è infatti un adattamento di “A Painted Devil”, romanzo del 1966 scritto da Thomas P. Cullinan che cinque anni dopo, nel 1971, era già stato alla base del film di Don Siegel La notte brava del soldato Jonathan.
L’inganno, allora, si piazza a metà tra l’essere una nuova versione cinematografica del romanzo di Cullinan e un remake del film di Siegel, di cui riprende anche il titolo originale, The Beguiled.
Se nel film del 1971 era Clint Eastwood a vestire i panni di un soldato nordista solo e ferito in territorio nemico, e portato dentro un collegio femminile dove viene prima curato e poi diventa oggetto di pulsioni e desideri sessuali, qui la parte va a Colin Farrell, mentre nel ruolo della direttrice della scuola non c’è più Geraldine Page ma la statuaria Nicole Kidman.
Se sia Farrell che la Kidman (che al Festival di Cannes 2017, dove L’inganno era presentato in concorso, recitavano assieme anche in The Killing of a Sacred Deer di Yorgos Lanthimos) sono alla loro prima collaborazione con Sofia Coppola, non è così per Kristen Dunst, che riprende il ruolo che fu di Elizabeth Hartman: la Dunst era infatti una delle vergini suicide del film del 1999 e per la Coppola è stata la Maria Antonietta del Marie Antoinette del 2006.
Anche Elle Fanning aveva già lavorato con la Coppola: nel 2010, per Somewhere, Leone d’oro al Festival di Venezia. E l’anno dopo, nel 2011, la Fanning era stata protagonista anche del Twixt di papà Francis. Musicato dai Phoenix, la band del marito della regista, Thomas Mars, e fotografato a luce di candela dal Philippe Le Sourd di The Grandmaster, L’inganno, la cui uscita al cinema in Italia è prevista per il 14 settembre 2017, è stato tra i film più apprezzati del concorso del Festival di Cannes 2017, vincendo in quell’occasione il premio per la migliore regia andato alla Coppola: la seconda donna a vincere il riconoscimento nella storia del festival francese, più di cinquanta anni dopo la prima, Yuliya Solntseva, che vinse per Chronicle of Flaming Years.


Recensione:

Se il segreto di un buon remake (ammesso che questo segreto esista) sta nel riuscire a rimanere fedele al testo originale attraverso la capacità di tradirlo, Sofia Coppola l’ha capito.
In L’inganno c’è praticamente tutto quello che c’era in La notte brava del soldato Jonathan – anzi, casomai ci sono cose in meno – e tutto il lavoro della regista americana è stato fatto sui toni e sulle atmosfere, capaci di trasformare il testo in un film del tutto diverso: anche nei temi

Splendido esempio di southern gothic figlio del suo tempo (era il 1971), il film di Siegel (a sua volta basato sul romanzo di Thomas Cullinan da cui anche L’inganno è partito) flirtava in maniera abbastanza esplicita con la libertà sessuale, lasciava emergere il tumulto ideologico di quegli anni, trasudava una vitalità gioiosa nonostante i dettagli più crudi e la macabra risoluzione della storia.
In quello di Sofia Coppola, invece, a dominare sono atmosfere cupe e vagamente opprimenti, l’intricato gioco di pulsioni sessuali è molto più morboso che spensierato, e tutto il film è ammantato da una sensazione funebre, quasi mortuaria, che fa risaltare maggiormente l’ironia di situazioni e dialoghi.
Se quello di Siegel era un film di pancia (o più in basso), quello della Coppola è tutto di testa.

Non cede a nessuna tentazione pop, la Coppola, nemmeno nella colonna sonora, lasciando che del Sud degli Stati Uniti nel quale è ambientato L’inganno prenda lo spirito più decadente.
Fin dalle primissime inquadrature, è la natura a dominare, gli alberi del bosco dove il soldato ferito di Colin Farrell viene trovato da Oona Lawrence, alberi, rampicanti e erbacce che si sta mangiando il giardino della villa teatro dell’azione, e la casa stessa.
Una vegetazione che, non a caso, lo stesso Farrell tenterà, invano, di controllare quando si propone come giardiniere al gruppo di donne che lo salvato e lo sta ospitando.

Una chiara metafora, perché col procedere degli avvenimenti sarà la natura più istintuale e perfino primordiale degli esseri umani, delle donne e degli uomini, del maschile e del femminile, a prendere il sopravvento. Sempre però mediata e raggelata dalle buone maniere d’un tempo che la Miss Farmsworth di Nicole Kidman, la direttrice della collegio femminile in cui finisce Farrell: da una razionalità esasperata e cinica che darà vita a un sottile e perverso gioco di ruoli e potere che finirà in un educatissimo massacro.
La vera forza di L’inganno e della regia della Coppola – che guarda dritta al Giardino delle vergini suicide, anche nella forma – sta in questa capacità di gestire i toni e gli equibri, in un film al lume di candela, minimalista e di notevole intelligenza.

Il risultato allora è quello di un thriller psicologico che ammicca alla black comedy, fatto di attenzione a dettagli, parole e piccoli gesti, con battute fulminanti e un’ironia crudele affilata come un rasoio.
Magari anche un esercizio di stile: ma di quelli che hanno senso, divertono e si fanno vedere con gran piacere, e che parla di rapporti di genere, solidarietà e rivalità femminile, esuberanze maschili, senza inutili lungaggini o pedanterie.

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