James Corden e Domhnall Gleeson raccontano Peter Rabbit: siamo buffi e onorati

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Durante la scorsa settimana si è tenuta a Londra l’anteprima europea del film Peter Rabbit, ispirato alla celebre serie di romanzi di Beatrix Potter, che narra le vicende fra il coniglio Peter e il suo vicino di casa Thomas, proprietario di un orto pieno di prelibatezze inaccessibile al povero animale, per questo suo acerrimo nemico. I due, dopo varie e incredibili peripezie, troveranno il modo per convivere insieme e fare la pace. Abbiamo incontrato il regista del film Will Gluck in una Londra su cui si era appena abbattuta una tormenta di neve, ci è sembrato istintivo quindi chiedergli subito dove avesse trovato tutto il sole presente nella pellicola, in Inghilterra, dov’è ambientato il film.

Un film fra due mondi

“In realtà il film è stato girato su due set, uno a Londra e l’altro a Sidney, in Australia. Abbiamo letteralmente costruito la casa e tutto il giardino in Australia, non potevamo girare a Londra durante l’inverno e la casa di animazione che si è occupata della CGI era a Sidney quindi era doppiamente comodo. Sono contento però che nessuno si sia accorto della differenza dei due set. A volte gestire tutto è stata una vera sfida, due set, due continenti, due diverse temperature, per esempio a Londra si gelava (come ora) mentre a Sidney c’erano 40 gradi, con noi che facevamo avanti e indietro! È stato come girare due film, uno con la troupe inglese e uno con la troupe australiana, abbiamo finito letteralmente a sei giorni dalla premiere a Sidney, ma è stato anche molto divertente e tutti gli attori sono stati bravissimi, ne è valsa la pena!”

A proposito di attori, a prestare la voce al protagonista animato Peter è stato James Corden, mentre Domhnall Gleeson ha interpretato uno dei pochi personaggi umani della pellicola. James, com’è stato per te interpretare Peter? “È stato adorabile, l’ho considerato un vero privilegio, sinceramente quando Will me l’ha chiesto ho letto lo script e ho pensato che era veramente una fedele rappresentazione del personaggio. È stato un vero onore dare a questo adorabile coniglio la mia voce”. Com’è stato recitare in questo film e soprattutto come hai gestito l’interpretazione del personaggio? Perché in realtà reciti solo con la voce: “La prima sessione di doppiaggio è stata sette o otto ore in totale e non è stata in realtà un’interpretazione, ci siamo concentrati più nel capire come gestire il tutto, che tipo di carattere dare, che tono di voce utilizzare. Dopo vari tentativi è uscita la voce di Peter Rabbit, che è un po’ una voce da teenager. Questa interpretazione è stata molto liberatoria ed è stata anche molto divertente perché l’unica cosa davvero importante era trovare un giusto match con il movimento della bocca del personaggio, una volta trovata la chiave è stato un gioco.”

Pupazzi e conigli digitali

Domhnall, il tuo personaggio ha diverse sfumature, come sei riuscito a bilanciarle tutte? “È stato divertente, davvero bello, bisognava solo avere molta concentrazione, Rose (Byrne) inoltre è stata eccezionale come comprimaria. Mi ha dato corda lasciandomi spazio fino a impazzire, lanciando candelotti di dinamite nel mio stesso giardino. Credo che l’importante sia seguire il film, lasciarsi trasportare dalla storia, far vedere tutti gli aspetti del personaggio. Come uno dei miei film preferiti con il quale sono cresciuto, Mamma perso l’aereo, in cui il personaggio è molto simile al mio, con le stesse situazioni buffe e dinamiche attoriali.” In alcune particolari scene lotti prima con pupazzo gigante, poi con Peter Rabbit, sono state difficili da interpretare? “Il mio personaggio ama davvero il suo lavoro, ama davvero Harrods, per quanto possa risultare sopra le righe, la sua frustrazione si crea quando non ottiene quello che crede gli spetti di diritto così esplode contro un pupazzo gigante. Nella scena con Peter Rabbit è stato differente e davvero complicato, perché in realtà non avevo nessuno davanti a me, mi hanno dato qualcosa tenere in mano e dovevo solo immaginare che quello fosse Peter Rabbit, ma in realtà era una specie di luce blu che si muoveva ed è stato davvero strano. Ho cercato di fare qualcosa di divertente, di mettermi alla prova.”

Harrods sottosopra

Le scene all’interno di Harrods sono fra le più buffe e divertenti del film, quanto è stato difficile girare in una location simile Will? “È stato incredibile, stavamo cercando diverse location e Harrods ci ha detto subito di si, il che era perfetto perché sia i grandi magazzini che Peter Rabbit sono un’istituzione inglese, insieme sarebbero divenuti un perfetto match! Per girare al loro interno abbiamo dovuto filmare durante l’orario di chiusura notturno per via dell’apertura al pubblico dalla mattina alla sera, è strano ritrovarti al loro interno senza clienti. Ora per l’uscita del film ci hanno dedicato tutta una strada di vetrine ed è davvero bellissimo!” Restando sugli attori, come hai scelto il cast? “Volevo che Rose (Byrne) ne facesse parte, avevo già lavorato con lei prima e sono stato felice che abbia detto di si subito, Domhnall oltre a essere un grande amico ha fatto un ottimo lavoro. La sua parte è davvero difficile, è il cattivo della storia, è il protagonista, è colui che si innamora di Rose, doveva fare tutto questo rendendo la sua interpretazione anche comica e simpatica. Non credevo potesse esserlo così tanto perché non lo avevo mai visto in un ruolo simile, certo in Star Wars era particolarmente simpatico, ma era differente, un altro tipo di comicità. La cosa buffa è vedere Domhnall e James insieme a questo junket, considerando che non hanno mai lavorato insieme durante la lavorazione del film, hanno recitato sempre separatamente, Dom sulla voce di James e James sulle scene di Dom, ma non si sono mai incontrati.”

James, è giusto dire che il punto debole dei vostri personaggi sia l’amore? “Il film è divertente, è slapstick, con due persone che non si capiscono e non possono capirsi perché sono diversi. Quello che in realtà il film vuole comunicare è l’accettazione, accettarsi fra persone, persone diverse da te che vogliono cose differenti. Onestamente la cosa migliore che puoi fare è aprire te stesso, aprirti all’altro e fare le cose insieme abbattendo i muri, abbattendo le differenze e realizzare che siamo molto più simili di quello che si crede. I nostri personaggi in realtà amano la stessa persona, ma lo sentono e lo vivono diversamente, lo manifestano in modo differente, ma è pur sempre amore. Credo sia un messaggio bellissimo da dare ai bambini e non solo.” Effettivamente anche noi adulti dovremmo ricordarlo, talvolta.

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