la faida Diesel vs The Rock tra manie di protagonismo e paure

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Come ci insegna la dura legge del mercato, tutti siamo sostituibili, a meno che non si abbia qualcosa di unico da offrire. È brutto metterla sotto quest’ottica, ma per quanto riguarda il lavoro e il principio della domanda e offerta le persone sono viste come soggetti-oggetti più o meno funzionali al perseguimento di un obiettivo, uno strumento attivo della società. È assolutamente logico pensare che, per condizioni più ottimali, chiunque possa essere sostituito da qualcun altro e in qualsiasi ambito, ma a quanto pare non Vin Diesel e non in Fast & Furious, anche se poi l’intento della Universal Pictures non era mai stato quello. Se torniamo infatti alla produzione dell’ottavo capitolo del franchise automobilistico, vediamo come l’indomita e intoccabile star della serie, lì sin dal primo film (escluso il terzo), si è trovata davanti alla dura realtà che affligge un po’ tutte le persone comuni, cioè ad affrontare la paura di non essere più indispensabile.

Quando un liquido si scontra con un solido

Con il titolo del paragrafo si vuole scherzare sui cognomi dei protagonisti di questa triste ma significativa faida all’interno delle fila di Fast & Furious, che sono Vin Diesel (che ricorda il carburante liquido) e Dwayne Johnson, The Rock, quindi solido. I due rispecchiano i due status anche nell’approccio diretto alla questione, dato che, nonostante una riappacificazione, il primo ha cercato di adattarsi alle esigenze della produzione, che ha infatti dato il via libera a uno spin-off che vedrà esclusivamente protagonisti Johnson e Jason Statham. Per chi non lo sapesse, infatti, la famosa diatriba tra le due star nacque diversi mesi prima dell’uscita nelle sale di Fast & Furious 8, quando The Rock intervenne serpentino via social per parlare del comportamento scorretto sul set di un collega di cui non fece però il nome, etichettandolo solamente come “chiappe mosce”. Non passò molto tempo prima che i fan capissero che l’attore si riferiva a Diesel, a quanto pare spaventato dall’enorme successo del buon Dwayne, molto più amato dal grande pubblico di quanto non lo fosse lui e soprattutto attivissimo sui social, grazie ai quali è riuscito a costruirsi un bacino di fan davvero ingente. Come ci ha tenuto a specificare lui stesso, The Rock è forse una delle star della Hollywood contemporanea che più di altre è riuscita ad accaparrarsi il favore di un’audience eterogenea e multietnica, amato praticamente da tutti per la sua genuinità e per il suo rapporto con gli appassionati. Prima di lui, però, c’era Diesel, che verosimilmente non è riuscito ad accettare la crescita vertiginosa di consensi del collega, vociferato addirittura come uno dei possibili contendenti alla Presidenziali americane del 2020.
Tutto questo ha portato proprio un geloso Vin Diesel a bloccare una scena post credit da introdurre alla fine dell’ottavo film, così da annunciare proprio lo spin-off. Diesel poteva farlo in quanto produttore del franchise e grande star, quindi con quello che immaginiamo sia una sorta di potere di veto su determinate questioni legate allo sviluppo della serie. Non solo, però, perché a quanto pare Johnson avrebbe dovuto avere un ruolo molto più grande all’interno del film, parte però ridimensionata in favore del cattivo Toretto. Nella pratica, i siparietti tra Johnson e Statham sarebbero dovuti essere molti di più, così da preparare il pubblico allo spin-off e testare soprattutto l’interesse dei fan, che guarda caso hanno risposto molto bene agli scambi pungenti tra i due personaggi e alle loro scazzottate, anche se ridotte rispetto a quanto preventivato dallo script originale.

Un simile comportamento da parte di Diesel ha anche creato una guerra civile all’interno delle fila della Famiglia, che ha visto soprattutto Tyrese Gibson intervenire via Instagram per prendere le parti di Diesel e sottolineare come “un mancato accordo tra i due avrebbe potuto compromettere anche la sua partecipazione al nono capitolo della serie”. Adesso sappiamo che Diesel e The Rock non si sono mai incontrati realmente sul set, tanto grandi erano le divergenze tra i due, con Johnson che ha candidamente dichiarato come “tra lui e il collega ci fosse una totale differenza di visione”, sia nell’approccio al film sia nella collaborazione sul set.
Probabilmente non vedremo più Luke Hobbs nei capitoli 9 e 10 del franchise, ma la sua testa dura lo ha portato a ottenere lo spin-off che tanto desiderava, così da distanziarsi da Diesel, che potrà continuare a essere protagonista della serie, con cui condivide sicuramente un aggettivo: furioso. I due hanno ormai chiarito tutto quello che c’era da chiarire, ma resta il fatto che le manie di protagonismo ancora una volta hanno messo a rischio uno dei franchise più prolifici e amati della storia del cinema.

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