la speculazione prima di tutto

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Proprio come l’acqua di un fiume, che attraversa stagione dopo stagione ambienti incontaminati immersi nella natura o grandi metropoli, così i rumor scorrono fluidi attraverso i mesi, mai stabili e in continuo divenire, magari increspati e sinuosi. La differenza è che la dolcezza dell’acqua di fiume si perde nella traslazione allegorica, presentando il più delle volte (e soprattutto ultimamente) delle macchie torbide e salate di incertezza proprio in queste voci, che via via rendono la potabilità del prodotto incerta. A volte “bersi” grandi anticipazioni su grandi blockbuster non risulta deleterio al nostro intelletto, ma dipende sempre dalla fonte di provenienza, dato che molto spesso mandare giù rumor assetati di novità destabilizza soltanto l’organismo, privandolo delle difese necessarie a prevenire la sorpresa o il malcontento.
E dopo il The Batman di Matt Reeves, sul quale si specula ormai da un anno sul ritiro o meno di Ben Affleck, in questi ultimi mesi al centro del mirino è finito prepotentemente l’Aquaman di James Wan, tutto a causa dei presunti primi test screening del film.

Sorgenti

L’identificazione della fonte di provenienza dei rumor aiuta il più delle volte a capire con quanta credibilità accoglierli. Prendiamo ad esempio l’ultimo caso di Deadpool 2, di cui si diceva che “i primi test screening fossero stati davvero pessimi“. Le voci provenivano da Tweet di dubbio affidamento poi cancellati in pochissimo tempo, breve lasso in cui ScreenGeek era riuscita comunque a salvarli e riportarli online. La diffusione è stata ovviamente capillare e immediata e la notizia è stata addirittura venduta da molti come certa, senza le dovute precauzioni del caso. Professionalmente, poi, Steven Weintraub di Collider, fonte ben più affidabile e inserita nel meccanismo Hollywoodiano, ha contattato i suoi agganci e assicurato “che i rumor erano assolutamente fasulli“, con picchi di entusiasmo negli stessi test screening che hanno raggiunto se non perfino superato quelli del primo capitolo di Deadpool. Un ribaltamento che però non è stato annunciato repentinamente, permettendo ai primi rumor di attecchire e fare il loro sporco lavoro. Che sia opera di hater o altro non è assolutamente chiaro, ma è certa la mancanza di strumenti adatti a prevenire la diffusione di sostanziali fake news, che è poi un problema generale e non solo settoriale del giornalismo tutto. Detto questo, a poche settimane dal caso del Mercenario Chiacchierone, ecco spuntare in rete diverse speculazioni sull’esito dei test screening dell’unico cinecomic DC in uscita nel 2018, l’Aquaman con Jason Momoa. A febbraio Batman-News interveniva puntualmente per parlare del progetto e delle prime proiezioni di prova, scrivendo di “esiti positivi per quanto riguardava l’azione adrenalinica e le parti emotive del film“, a quanto pare insomma un passo avanti rispetto alle precedenti produzioni dello studio, pensando anche alla situazione ingarbugliata in casa DC e al cambio ai vertici dello studio.
Gioia dei fan, conviti di potersi finalmente trovare tra le mani un cinecomic dal taglio più autoriale e dallo stile marcato, peccato poi il passo indietro un mese esatto dopo, circa tre giorni fa. Sempre Batman-News, infatti, ha condiviso questa volta via social il video di tale Mark Hughes, giornalista e contributore di Forbes, Superhero News e anche sceneggiatore. Tramite un video, Huges ha rivelato quindi che i testscreening del film in realtà non sono andati poi così bene, con reazioni miste. Non pessime, attenzione, elemento che lo scrittore ha tenuto a precisare, in quanto a suo avviso ci sarebbero tutto il tempo necessario per limare le imperfezioni e rendere Aquaman un film che potrebbe puntare a un discreto successo di critica e pubblico.

Il problema però rimane: in così breve tempo, il ribaltamento sulla qualità del film è stato repentino, con diverse fonti in gioco più o meno attendibili. Inutile in sostanza nascondere un sopravvento assoluto della speculazione sulla veridicità della presunta bontà del titolo, che attraversando il difficile passo della post-produzione non viene in alcun modo aiutato. Purtroppo i rumor vengono il più delle volte presi come certi, con insurrezioni di fan scontenti di questo o quel prodotto senza neanche la concessione di un legittimo dubbio. Un’usanza ormai radicata e presente nell’era dei social e delle fuoriuscite di notizie che non giova al settore. Di questi tempi, riportare i rumor è nel bene e nel male quasi un dovere di cronaca, ovviamente sempre restando nel settore cinematografico o televisivo, ma una volta rilasciate online tali notizie, avvertendo delle dovute precauzione del caso, subentra anche la diligenza personale del lettore, che ha il dovere di comprendere la provenienza delle voci di corridoio, analizzare sapientemente la news e decretarne la veridicità.
È questa la fluidità della rete: vendere una notizia nel modo più cristallino possibile, senza increspature, e poi vederla dirigersi verso il mare esterno dell’internet intorbidita dalla poca attenzione. Ovviamente è vero anche il contrario, cioè vendere una notizia sporca per poi vederla ripulita nel suo viaggio online. L’attenzione nel piccolo (o nel grande?) del mondo cinematografico, videoludico o televisivo è insomma d’obbligo come per ogni altro settore del giornalismo, perché può far male e soprattutto vestire di falsità produzioni che hanno solo bisogno di tempo per mostrare il proprio potenziale.
Le somme si tireranno poi una volta che Aquaman e tanti altri film giungeranno al cinema, nel buio di una sala e con gli strumenti necessari per giudicarlo.

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