Night Fare, la recensione del thriller disponibile su Netflix

Chris e Luc, un tempo amici inseparabili, hanno visto il loro rapporto parzialmente incrinarsi dopo che il secondo si è fidanzato con l’ex-ragazza del primo, trasferitosi per motivi di lavoro a Londra da diverso tempo. Di ritorno nella capitale francese, Chris trascorre una serata con la nuova “coppia” per poi rientrare a casa con Luc: i due decidono di chiamare un taxì ma hanno la malaugurata idea di non pagare la corsa e fuggire dalla vettura. In Night Fare da quel momento inizierà una serrata caccia all’uomo con l’autista che, senza darsi per vinto, inseguirà i “portoghesi” per le strade di Parigi mentre il tassametro continua a segnare un pagamento sempre più alto. E quando questo trova la borsa di Chris in macchina, entra in possesso di ulteriori informazioni per continuare la sua personalissima caccia all’uomo.

Parigi val bene una corsa

Una struttura elementare che guarda a classici della paura su quattro ruote come Duel (1971) e The Hitcher – La lunga strada della paura (1986) ambientata per le affascinanti strade parigine in una lunga notte che i protagonisti non dimenticheranno di certo: Night Fare (disponibile su Netflix) è un film secco e diretto che coinvolge fin da subito per la sua immediatezza. Dopo un breve prologo atto a introdurre le dinamiche tra i due protagonisti maschili, la narrazione ci catapulta infatti nel bel mezzo dell’azione, sfruttando l’affascinante contesto della città dell’amore in maniera tattica, fra parcheggi, tunnel isolati e zone di periferia che infondono istinti vibranti all’infinito inseguimento avente luogo tra i Nostri e il misterioso villain. Proprio le motivazioni dietro al comportamento di quest’ultimo vengono espletate nell’incisivo finale dove, tra un flashback chiarificatore che ribalta parzialmente le carte in tavola e una sequenza d’animazione che si rifà alla mitologia orientale, tutti i dubbi vengono chiariti in maniera originale ponendo una nuova morale sugli eventi precedentemente mostrati. L’operazione convince quindi nella sua brevità, ottanta minuti grazie ai quali si evita il potenziale pericolo monotonia, e per una gestione tensiva che, rifacendosi ad atmosfere tipiche degli slasher anni ’80, offre una sana violenza di sottofondo senza esagerare in “gratuitismi” di sorta.

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