prime impressioni sul nuovo crime di Netflix


Il nostro è un periodo di estreme tensioni, radicate a fondo nel tessuto sociale, diffuse capillarmente su scala globale. Tensioni ideologiche, così come nate da squilibri demografici e sociali, alimentate per di più da soggetti politici poco inclini al dialogo e alla rappacificazione. Uno dei maggiori epicentri di questa tensione sono ovviamente gli Stati Uniti d’America, dove in concomitanza con l’avvio della presidenza Trump si sono rafforzati e moltiplicati i movimenti di protesta e solidarietà sociali e razziali. Tra questi il Black Lives Matter, movimento di lotta al razzismo nato nelle comunità afroamericane e attivo già dal 2013, ha assunto una posizione di particolare rilievo, arrivando a scontri con la polizia. Tema di assoluta attualità, Veena Sud (creatrice di The Killing) decide di affrontarlo da una prospettiva particolare. Nasce così Seven Seconds, prodotto da Netflix e disponibile sulla piattaforma streaming dal 23 Febbraio.

Ragazzo muore, la polizia insabbia

Jersey City, New Jersey. Il giovane Brenton Butler, afro-americano, viene accidentalmente travolto da Peter Jablonski (Beau Knapp), un agente di polizia bianco. Vinto dal panico contatta i suoi colleghi che, per evitare di scatenare una bufera contro il corpo di polizia, decidono di insabbiare l’accaduto. Il ragazzo verrà ritrovato il giorno seguente, ancora vivo, ma in condizioni gravissime, mentre i genitori (interpretati da Regina King e Russell Hornsby) vengono tenuti all’oscuro dei dettagli. Nel giro di poche ore però si ha stranamente un colpevole e tutta una dinamica costruita perfettamente a tavolino; c’è solo da portare in tribunale le prove, e per questo è incaricata K.J. Harper (Clare-Hope Ashitey), avvocatessa con problemi di alcolismo e una carriera non proprio brillante. Il suo compito è solo quello di ratificare la facile incarcerazione, senza domande, senza problemi; eppure qualcosa non torna, la storia è zoppicante, c’è qualcosa sotto e Harper lo sa. Questa è per sommi capi la situazione che il pilot imposta. Un omicidio, un insabbiamento, bianchi e neri, la paura di polemiche razziali, il dolore di una famiglia. Traendo ispirazione dal film russo The Major, Veena Sud propone un crime drama dalla struttura molto in voga: abbiamo cioè fin da subito chiaro l’omicidio, così come l’identità dell’assassino, e tutto si gioca sulla costruzione della tensione, così come sul doppio punto di vista di chi indaga e chi si nasconde. In più, non vuole essere semplicemente un investigativo, ma puntare forte su tematiche di profonda attualità, quali appunto la corruzione delle forze di polizia, la tensione razziale, e il precario equilibrio nei rapporti tra polizia e comunità afroamericana, sempre in procinto di precipitare in una brutale violenza.

Il grigio del New Jersey

I sessanta minuti di pilot procedono da un punto di vista all’altro, soffermandosi per il momento molto poco sulla realtà viva in cui ci si muove, e molto più sulle persone. Ci vengono presentati probabilmente tutti i protagonisti della vicenda, definiti i loro punti di vista e la loro carica emotiva. Tutto il sottotesto ideologico e tematico per il momento è solo accennato, intuito, ed è da valutare come si deciderà di affrontarlo e mostrarlo. Dal punto di vista estetico si attesta nel canone di questo tipo di narrazione, con toni desaturati e tendenti ad una palette grigio-blu, propria tra gli altri della stessa The Killing. È senz’altro un progetto interessante, considerando anche il fatto che la serie vuole essere antologica con ogni stagione concentrata su un determinato caso/tema, che muove i passi da premesse allo stesso tempo nuove ma anche abusate. Nuove perché il punto di vista di Harper, donna avvocato afroamericana, è qualcosa di poco narrato è può sollevare spunti interessanti; abusate però sono le tematiche, che avranno bisogno di una forza narrativa ulteriore per poter veramente aggiungere qualcosa al discorso, con il supporto di una buona scrittura dei personaggi. Al debutto Seven Seconds fa sicuramente una buona impressione, nella speranza che ci sia una giusta finalizzazione di tutte queste premesse interessanti, ma prima di tutto importanti da affrontare.





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