primo sguardo all’ultima stagione della dramedy di Netflix

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Gus (Paul Rust) e Mickey (Gillian Jacobs) , ancora loro. Ormai abbiamo imparato a conoscerli e ad amarli; adesso, piano piano, dobbiamo essere capaci di lasciarli andare, salutarli senza rimpianti, nel modo più naturale possibile. Ed è proprio dalla naturalezza, dalla spontaneità che riparte la terza stagione di Love, l’ultima. Mickey e Gus sul divano, a godersi un sano momento di televisione spazzatura, guardando uno dei tanti programmi trash a cui siamo abituati, dove la gente si urla addosso e si tira calici di vino. Dopo due anni – e due stagioni – di tira e molla, sembra essere arrivata l’ora della stabilità, il terzo e ultimo atto di un lungo racconto sull’amore. È da qui che la fortunata serie Netflix vuole ripartire, finalmente dalla calma, per la corsa finale verso qualcosa che si avvicini a quella stabilità lungamente cercata dai due protagonisti.

La comica malinconia dell’amore

Il concetto di dramedy è probabilmente esploso in concomitanza con la primissima uscita della creatura di Judd Apatow, Paul Rust e Leslie Arfin, e per la terza volta il mood si conferma essere proprio quello. Una formula vincente che ha dato alle comedy un rinnovato spessore, caricandole non più solo di una finalità puramente d’intrattenimento. Il risultato è un racconto sfaccettato di vita quotidiana, fatta dalle piccole cose e puramente relazionale, di gioie come di crisi. Seguendo il collaudato schema, la terza stagione si vuole soffermare su quello che adesso è un rapporto di coppia ufficiale e apparentemente stabile dei due protagonisti, decidendo di esordire nel migliore dei modi, ovvero mettendogli i bastoni fra le ruote. Infastiditi dalla continua presenza di Randy (Mike Mitchell) e Bertie (Claudia O’Doherty), la coppia decide di passare un weekend a Palm Springs. Se non fosse che il viaggio romantico si trasforma immediatamente in una vacanza a quattro nella villa del cugino di Randy, guarda caso proprio a Palm Springs.

Ci vuole poco per capire come la situazione precipiti in pochissimo tempo, visto che la villa è una sgangherata casa di campagna, che è quasi vicino a Palm Springs, ed è immersa in un ambiente probabilmente popolato da redneck e cuochi di metanfetamine. Come sempre l’ironia è dosata alla perfezione in questo contrasto tra la drammaticità delle situazioni e il loro lato ironico, che permette di affrontare i problemi sentimentali in una maniera sempre lucida. Cosa dire quindi se non che Love riprende il suo discorso nel migliore dei modi e ci prepara a una stagione di commiato con la qualità e la sensibilità a cui ci ha abituati.

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