Ryan Reynolds, l’attore dietro la maschera di Deadpool

Capello corto, sorriso tenue ma sincero, occhi scuri, fisico scultoreo, verve contagiante. Classe 1976, Ryan Reynolds è un attore canadese di umili origini; ultimo di tre fratelli, e figlio di un poliziotto e di una commessa, da ragazzino ha sempre voluto imboccare la carriera d’attore, ma la strada è stata in salita. Dopo essere stato bocciato al corso di arte drammatica, si trasferisce in Florida in cerca di fortuna. Molte sono state le prove a cui è stato sottoposto Ryan Reynolds, ma a piccoli passi, l’attore è riuscito ad imporsi come uno fra gli uomini più influenti di Hollywood. Tantissimi i film a cui ha preso parte dagli anni ’90 a oggi, molte le esperienze come doppiatore e tante le comparsate in TV, come i tre episodi di X-Files, Scrubs e Due ragazzi e una ragazza (comedy di successo andata in onda fra 1998 e il 2001).
Poi sono arrivate le commedie di stile per il grande schermo, gli horror, i drama e ovviamente l’ingresso nel mondo dei cinecomcs. Infatti è proprio grazie al lungimirante successo di Deadpool, l’eroe anti-convenzionale della Marvel, che il buon Ryan Reynolds trova finalmente il giusto successo. Se a questo si aggiunge che è sposato con Blake Lively, una delle donne più belle di Hollywood, si può dire che la sua vita è ad un passo dalla perfezione. E prima di rivederlo nel sequel di Deadpool, in arrivo in Italia a Maggio, cerchiamo di ricostruire attraverso i suoi film più importanti, la carriera del neo-divo della Marvel.

Gli anni 2000: commedie giovanili e terrificanti horror

Se non fosse stato per Maial College – film del 2002 – forse Ryan Reynolds non sarebbe diventato l’attore richiesto che è oggi. La pellicola che è nata sulla scia di American Pie, è stata quella che ha lanciato l’attore nel panorama cinematografico di oggi. Alle commedie volgarotte sono poi succeduti i film horror, che hanno fotografato le doti da abile trasformista di Ryan Reynolds. Nel 2005 infatti ha preso parte ad Amityville Horror, remake di una lunga serie di sequel di un marchio datato anni ’80; alla luce di una performance molto convincente, l’attore comincia a selezionare i ruoli da interpretare, e così la sua carriera esplode in maniera considerevole.

I primi passi verso il successo: Blade: Trinity e Buried

È con il terzo ed ultimo film della saga di Blade, diretto da David S. Goyer nel 2004, che si comincia a vedere un Ryan Reynolds diverso, più sicuro di sé e a suo agio con la propria fisicità. Alto, viso da badass, barba incolta e pettorali in bella mostra, al fianco di Wesley Snypes, combatte i vampiri e le creature della notte in una lotta all’ultimo sangue. E anche se i lavori successivi lo hanno visto ancora in commedie brillanti e di stile, non tutte sono dei veri successi al botteghino, la voglia di sperimentare da parte di Reynolds è tanta. E dopo il fallimentare Lanterna Verde, lo scanzonato Smokin Aces, convince critica e pubblico grazie a Buried. Il one-men show diretto da Rodrigo Cortès, oltre ad essere stato un pugno nello stomaco, è stato il punto di svolta definitivo per la carriera di Ryan Reynolds.

Action “picchia duro” e il ritorno in casa Marvel

Ovviamente non tutte le pellicole successive a quella del 2010 sono state degne di nota, dato che film come Safe House e RIPD non sono stati per nulla apprezzati né dal pubblico né dalla critica, ma si nota comunque una voglia da parte dell’attore di continuare ad esplorare i propri orizzonti e i propri limiti. Nella seconda decade degli anni 2000 infatti molti sono gli action puri, alcune le commedie, come Ricatto d’amore, e di vitale importanza è la menzione d’onore per Woman in Gold e Life – non oltrepassare il limite. Però Ryan Reynolds non avrebbe la fama di oggi se, nel 2016, non avesse preso parte al primo lungimirante capitolo di Deadpool. L’eroe della Marvel sarcastico e scotomatico, ha funzionato non solo perché ha trovato in Ryan Reynolds un uomo dai mille talenti, ma perchè l’attore è stato capace di declinare tutte le caratteristiche essenziali di un personaggio sui generis, in bilico fra dinamismo e pura follia. E già oggi cresce l’attesa per il sequel che si prospetta ancora più scanzonato e ancora più irriverente del primo capitolo.

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