un primo sguardo alla nuova serie Netflix

Dopo una lunga attesa, Tabula Rasa, è finalmente arrivata su Netflix. La serie belga è andata in onda in patria a novembre, riscuotendo un successo non indifferente che ha alimentato le aspettative sulla qualità dello show, distribuito globalmente da Netflix il 15 marzo. Il thriller nasce da un’idea di Malin-Sarah Gozin, largamente apprezzata in Belgio, e ha come protagonista Veerle Baetens, acclamata dalla critica. La serie è composta da nove episodi: il pilot già introduce i temi cardine dello show, ovvero il mistero e i risvolti psicologici, e sembra promettere un prodotto di qualità. Ecco cosa pensiamo della prima puntata.

La trama

Mie (Baetens) si sveglia, coperta da non pochi dubbi e incertezze, in un ospedale psichiatrico. Dopo essere stata coinvolta in un terribile incidente automobilistico, continua a dimenticare ciò che accade attorno a lei. Presto riceve l’inaspettata visita di Wolkers, ispettore di polizia, deciso a interrogarla sulla scomparsa di Thomas De Geest, alla quale lei sembra essere in qualche modo collegata. Del tutto spaesata, Mie si ritrova così a essere l’unica persona in grado di trovare e salvare Thomas, ma le sue continue amnesie le impediscono di collaborare a dovere con la polizia. Il pilot presenta quindi lo snodo di partenza, che riesce a essere accattivante soprattutto grazie al sapiente utilizzo di flashback, che si intrecciano con gli eventi del presente. Pochi colpi di scena, ma l’episodio serve soprattutto a introdurre la vicenda e i personaggi, soffermandosi in particolare sulla psicologia della protagonista. Ciò che viene presentato però basta a invogliare lo spettatore a proseguire la visione.


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